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Anteprima. Riparto 2013: ecco le nuove proposte per il Cipe su Fsn, obiettivi di Psn, obiettivi prioritari e quote premiali

euro-banconote-monete-lente-ingrandimento-marka--258x258Poker di riparti per le Regioni: arrivano sul tavolo dei governatori – e potrebbero essere inserite all’ultimo momento al’ordine del giorno della Stato-Regioni del 20 febbraio per l’intesa – le nuove proposte di delibera Cipe sul riparto del fondo sanitario sanitario 2013, sull’intesa per l’assegnazione delle risorse vincolate, l’accordo sulle linee progettuali per l’utilizzo delle risorse vincolate destinate agli obiettivi di Psn e l’intesa sullo schema di decreto dei ministri di Salute ed Economia per la ripartizione delle forme premiali 2012 e 2013. Il tutto dopo l’accordo tra governatori del 19 dicembre scorso in cui si sono utilizzate le risorse premiali per bilanciare gli effetti del primo riparto secondo il criterio dei costi standard. Tutti i testi delle proposte di riparto e delle bozze di decreto

Riparto fondo sanitario 2013

Rispetto alla prima proposta della Salute il nuovo riparto ridetermina la quota premiale da accantonare per il 2013 in 321,0135 milioni invece della somma accantonata con la precedente proposta di 267,511 milioni. e si rende disponibile per il fondo la differenza di 53,502 milioni (che deriva dalla differenza tra lo 0,30% e lo 0,25% del fabbisogno complessivo del Ssn per il 2013) con una corrispondente riduzione dell’importo destinato al finanziamento delle risorse relative alle somme vincolate, tranne i 2 milioni per il Centro Nazionale Trapianti.

Inoltre è anche ripartito il contributo di solidarietà per l’Abruzzo di 15 milioni, seconda tranche dopo quella inserita nel riparto 2012 per gli effetti del terremoto del 6 aprile 2009.

Ulteriore rimodulazione infine, per il riparto di 259 milioni di euro per gli Izs per il loro fùnzionamento per assegnare alle Regioni che gestiscono gli Istituti zoo profilattici, una somma «più congrua rispetto al fabbisogno derivante dalla stabilizzazione del personale di detti Istituti, avviata nel 2008».

Obiettivi di Psn

Sempre in base alle modifiche della quota premiale, si ridetermina l’ importo iniziale di 1.510,535 milioni in 1.457,033 milioni per destinare ulteriori 53,502 milioni all’accantonamento per le quote premiali.

Inoltre si incrementa di ulteriori 3 milioni la quota di 2 milioni già accantonata con la precedente proposta per il progetto interregionale sulle linee guida cliniche nell’ambito del “Sistema Nazionale Linee Guida” e a prevedere un ulteriore accantonamento di 10 milioni per l’istituto superiore di Sanità. L’importo finale da ripartire è quindi di 1.410,033 milioni, al nello della somma di 47 milioni accantonata per i progetti interregionali:

a) 4 milioni, per la sperimentazione di modelli avanzati di integrazione sociosanitaria per l’assistenza ai grandi anziani;

b) 10 milioni, per la sperimentazione gestionale finalizzata alla ricerca, alla formazione, alla prevenzione e alla cura delle malattie delle migrazioni e della povertà, coordinato dall’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (TNMP);

e) 10 milioniper il Piano sanitario straordinario in favore del territorio della provincia di Taranto;

d) 3 milioni, per l’ottimizzazione di assistenza sanitaria nelle piccole isole e in altre località caratterizzate da eccezionali difficoltà di accesso;

e) 4 milioni, per l’aggiornamento della comunicazione ai cittadini per l’accesso ai servizi sanitari, con riferimento al Piano nazionale di valutazione degli esiti (PNE) e agli obblighi informativi legati all’assistenza sanitaria transfrontaliera;

f) 10 milioni, per il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto superiore di sanità ai processi decisionali e operativi delle Regioni nel campo della salute umana;

g) 5 milioni per le linee guida cliniche nell’ambito del “Sitema Nazionale Linee Guida”;

h) I milione, per la sperimentazione delle staminali.

Obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale

Si tratta di 20 obiettivi che nella proposta sono illustrati e spiegati nella loro articolazione per i quali le Regioni riceveranno subito (con la stipula dell’accordo) a titolo di acconto dall’Economia il 70 per cento delle risorse e per avere anche il restante 30 30 per cento dovranno presentare con delibera di Giunta regionale o atto equivalente specifici progetti nell’ambito degli indirizzi individuati. Nella delibera dovrà essere contenuta anche specifica relazione illustrativa dei risultati raggiunti, per singolo progetto, nell’anno precedente e degli stati di avanzamento per i progetti pluriennali. Ciascun progetto, inoltre, dovrà essere corredato da un prospetto che evidenzi:a) gli obiettivi qualitativi e quantitativi che si intendono conseguire;b) i tempi entro i quali tali obiettivi si ritengono raggiungibili; c) i costi connessi, fermo restando che il raggiungimento degli obiettivi non potrà comportare ulteriori oneri connessi all’acquisizione di risorse umane aggiuntive; d) gli indicatori, preferibilmente numerici, che consentano di misurare la validità dell’intervento proposto.

Queste le linee progettuali:

1) Interventi per il riassetto organizzativo e strutturale della rete dei servizi di assistenza ospedaliera e territoriale – Farmacia dei servizi

2) Modelli avanzati di gestione delle malattie croniche

3) Implementazione del Piano di indirizzo per la riabilitazione

4) lmplementazione delle Linee di indirizzo per l’assistenza alle persone in stato vegetativo e diminima coscienza

5) Assistenza agli anziani in condizioni di fragilità e di non autosufficienza

6) Contrasto alle disuguaglianze in sanità

7) Cure palliative e terapia del dolore, assistenza domiciliare palliativa specialistica

8) Sviluppo dei processi di umanizzazione dei percorsi assistenziali

9) Interventi per l’implementazione della Rete per le Malattie rare e per la promozione della rete nazionale dei tumori rari

10) Tutela della maternità – percorso nascita – partoanalgesia

11) Tutela della fertilità e della funzione ormonale nelle giovani donne affette da neoplasia o malattie croniche degenerative mediante l’istituzione di biobanche del tessuto ovarico e cellule germinali

12) Impleinentazione di percorsi diagnostico-assistenziali e di supporto per migliorare la vita delle donne affette da malattie croniche invalidanti della sfera uro-genitale (endometriosi infiltrante, vulvodinia, cistite interstiziale)

13) Implementazione della rete nazionale dci centri territoriali per la prevenzione primaria e la diagnosi precoce delle infezioni da Hpv

14) lmplentazione della rete nazionale dei centri territoriali per la

prevenzione primaria e la diapeaai precoce dei tumori dell’apparato genitale maschile

15) Modelli di assistenza per bambini e adolescenti affetti da patologie croniche, disturbi del comportamento, dell’apprendimento e del linguaggio da mutismo, distrurbo da deficit ddi attenzione/iperattività e da psicosi affettive e non affettive dell’infanzie e dell’adolescenza mediante Centri di riferimento a valenza regionale e interregionale e reti assistenziali

16) Sviluppo degli strumenti del governo clinico e della valutazione della qualità e della sicurezza delle prestazioni – Risk management

17) Implementazione del Codice etico nelle aziende sanitarie

18) Piano nazionale prevenzione

19) Superamento Opg e salute mentale

20) Sicurezza nei luoghi di lavoro

Quote premiali

Sul tavolo della Stato-Regioni c’è anche lo schema di decreto Salute-Economia per ufficializzare l’utilizzo delle quote premiali per il riparto del fondo. In un unico articolo (oltre la tabella): «In applicazione di quanto previsto dall’ari. 1, conima 234, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014), si provvede alla ripartizione ed alla assegnazione in favore delle regioni e delle province autonome delle quote premiali relative agli anni 2012 e 2013, anirnontanti a complessivi 430,01 35 mln di euro, come dettagliate nella Tabella A che fa parte integrante del presente decreto, tenendo anche conto, conformemente al dettato normativo della legge 27 dicembre 2013, n. 147, di criteri di riequilibrio indicati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome e comunicati con nota prot. n. 205/C7SAN del 16 gennaio 2014».

Il Sole 24 Ore sanità – 19 febbraio 2014 

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