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Roma. Spie, roghi e vendette: la guerra fra ambulatori veterinari è senza esclusione di colpi

Una clinica avrebbe fatto intervenire Striscia la notizia in un laboratorio concorrente e quest’ultimo avrebbe reagito ordinando un incendio. Una guerra fra cliniche veterinarie senza esclusione di colpi. Iniziata quando la prima subisce uno sgradito blitz di Striscia la notizia. I titolari sospettano i concorrenti. E quindi affidano a una banda di pregiudicati il compito di incendiare l’ambulatorio avversario.

Rivalità

Tutto comincia lo scorso 14 febbraio, quando il tg satirico di Canale 5 manda in onda una puntata sulla Clinivet Pasteur al civico 134 di viale Città d’Europa, al Torrino. Emerge che nell’ambulatorio si tagliano le code e le orecchie ai cani nonostante il divieto della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che è in vigore dal 1° novembre 2011 e disciplina gli interventi chirurgici non terapeutici. La «fama» creata dal servizio di Striscia non è certo gradita all’interno del laboratorio. E per di più si ritiene che la trasmissione di Canale 5 sia intervenuta su segnalazione di qualcuno. Di chi? I sospetti (pare infondati) cadono sui colleghi-concorrenti di un ambulatorio veterinario vicino, Venere, in via del Pianeta Venere 5. Passa meno di un mese e la sera del 12 marzo qualcuno forza la porta di ingresso dell’ambulatorio e, una volta all’interno, cosparge il pavimento di oltre 30 litri di benzina. Le fiamme distruggono completamente il centro clinico e si propagano fino al primo piano dello stabile, mettendo a rischio l’incolumità delle famiglie residenti nel condominio.

Esecutori e mandanti

Le verifiche della Squadra mobile consentono di ricostruire l’accaduto. E di individuare esecutori e mandanti. Questi ultimi, ora indagati, sarebbero la titolare e il direttore sanitario oggetto dell’attenzione di Striscia. I due, che hanno una relazione, avrebbero contattato il personaggio «giusto» tramite la sua compagna, con cui hanno legami amichevoli. Questi, Giulio Amodei, 60 anni, avrebbe accettato l’incarico e reperito il resto della banda: Adalgiso Di Cesare, 67 anni, Luigi Giannacco, 59, Ferdinando Giampaoli, 45. Oggi sono finiti tutti in carcere con l’accusa di incendio doloso.

28 maggio 2014 | 12:51

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