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Sanità, è nebbia fitta sul futuro dei direttori generali. Gli incarichi scadono a fine mese. Ma in ballo c’è la riforma Ulss

palazzo balbi regCosa ne sarà dei direttori generali delle UIss del Veneto? E nebbia fitta. La scadenza triennale dei contratti è vicina: è l’ultimo giorno dell’anno. Gli occhi sono puntati sul governatore Luca Zaia. Come ha più volte annunciato nominerà «i 7 nuovi dg», uno per ogni nuova UIss? Lo farà anche se il piano di riduzione delle aziende sanitarie non è ancora diventato realtà? Sì, perché il progetto di legge di Zaia (riduzione UIss e Azienda zero) che ha depositato in Consiglio appena dopo le elezioni, si è arenato in commissione e pare che da lì non si smuoverà. Se ne tornerà a discutere, forse, entro fine anno. Intanto i giorni passano ed è impossibile che, come avrebbe voluto Zaia, la legge venga approvata in Consiglio prima della fine dell’anno, cioè allo scadere naturale dei contratti dei 21 dg. Dunque che fare? A palazzo Balbi i legali stanno va lutando le possibilità. Sul tavolo di Zaia ci sono tre ipotesi. La prima. Commissariare i dg per 6 mesi in attesa che il Consiglio approvi la riforma.

C’è però chi sostiene che non sia tecnicamente possibile. La seconda. Prorogare di sei mesi il contratto degli attuali direttori sfruttando un articolo di una legge del 2013 che lascia a Zaia la facoltà di rinegoziarli. Attenzione però. Per entrambe le soluzioni le nomine nuove verrebbero rinviate a giugno quando sarà in vigore la legge Madia. E questo non piace a Zaia. Perché? La riforma della pubblica amministrazione del Governo Renzi prevede, in soldoni, che per le nomine dei dg si faccia riferimento a un albo nazionale (e non regionale, come oggi) e che sia il Ministero a proporre 3 candidati al presidente della Regione. Quindi fra sei mesi Zaia si troverebbe a scegliere dei nomi proposti dal ministro Beatrice Lorenzin con la quale i rapporti non sono idilliaci. Meglio evitare?

Terza ipotesi. La nomina ex novo dei direttori generali, uno per ciascuna Ulss del capoluogo. Avranno però funzioni di commissario a scavalco delle altre aziende sanitarie del territorio provinciale. II contratto potrebbe durare 3 o 5 anni. Zaia, ora, deve decidere. A palazzo Ferro Fini, il presidente della quinta commissione, Fabrizio Boron, spera che il nodo dg sia sciolto quanto prima. Lì poi c’è un’altra scelta da affrontare: dividere il progetto di legge sulla riforma di Zaia (approvando subito la parte della riduzione delle UIss e rinviare quella della istituzione dell’Azienda zero)? Oppure blindare la maggioranza e andare al voto sul pdl unico? Sulla prima ipotesi si erano dette d’accordo le opposizioni e ora si sta trattando. Ma l’obiettivo di Pd e M5s è sì la riduzione delle UIss, ma andando però a ridefinirne i confini con la creazione di bacini ottimali. Insomma, un’altra cosa rispetto al progetto di Zaia (unica UIss provinciale e distretti al posto delle vecchie UIss)». Il pericolo è che parta una discussione infinita che faccia slittare il voto di mesi.

L’Arena – 18 dicembre 2015 

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