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Riparto 2011 approvato dal Cipe. Via libera a 106,1 miliardi

Il Cipe nella seduta del 20 gennaio ha approvato la ripartizione tra le Regioni e le Province autonome. Il riparto 2011 era in stand by dall’estate dopo l’adeguamento alla manovra estiva

Il Cipe nella seduta del 20 gennaio ha approvato la ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di -104,7 miliardi di euro per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale per il 2011, già oggetto di accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni; -1,4 miliardi di euro di risorse vincolate a progetti specifici per obiettivi prioritari e di rilievo nazionale del Servizio sanitario nazionale per il 2011, già oggetto di accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Il riparto 2011 era in stand by dall’estate, dopo l’adeguamento alla manovra estiva, da luglio 2011.

Il primo via libera al riparto della quota indistinta di 104,5 miliardi del fondo sanitario 2011 era arrivato in realtà già a inizio anno. Ma le modifiche della legge 111/2011 (manovra estiva) che ha assegnato alle Regioni solo 105 milioni per la copertura dei ticket sulla specialistica fino all’entrata in vigore del decreto legge poi convertito (anziché i 380 milioni iniziali) ha costretto a una rielaborazione del riparto che il ministero della Salute ha inviato al Cipe il 14 novembre dello scorso anno che lo ha approvato nella riunione di questa mattina.

In realtà i riparti a cui il Cipe ha dato il via libera – e che ora aspettano solo la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» per garantire alle Regioni l’assegnazione delle risorse in più del 2011 rispetto al 2010 – sono due.

Oltre al fondo infatti è stato dato il via libera anche al riparto a esso collegato delle somme a destinazione vincolata che valgono 2,4 miliardi (che portano il fondo a 106,9 miliardi in tutto), di cui 1,4 – quelli oggetto della seconda delibera Cipe, appunto – per la realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano sanitario nazionale, al momento della prima approvazione del riparto ancora da stabilire visto che il Psn 2009-2011 non era stato ancora approvato, anche se nella proposta di riparto è comunque specificato che una quota dovrà essere riservata alle cure palliative. Di questi alle Regioni sarà ripartito per ora il 70%: il restante 30% arriverà solo dopo le verifiche sull’effettiva attuazione dei progetti finanziati.

Il riparto continua poi ad accantonare i 70 milioni – come nel 2010 – necessari alla copertura degli oneri legati agli accertamenti medico-legali per i dipendenti assenti dal servizio per malattia, come previsto dalla sentenza 207/2010 della Corte costituzionale.

Delle quote ripartite non fanno parte i 50 milioni per il finanziamento dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (legge 102/2009), mentre sono compresi i 167,8 milioni per la medicina penitenziaria che però segue un riparto specifico diverso da quello del fondo sanitario complessivo.

sanita.ilsole24ore.com – 24 gennaio 2012

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