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Sanità, migliorano i tempi di rimborso alle imprese. Ma i pagamenti restano lenti e lontani dalle regole europee

Ritardi dei tempi di pagamento alle industrie farmaceutiche in calo del 20% con uno scoperto pure in discesa ma che vale ancora due miliardi. E una analoga diminuzione del 20% dei tempi di rimborso alle imprese biomedicali, con fatture incagliate per 3 mld.

L’effetto delle iniezioni di liquidità e delle regole volute dal Governo nel 2013, sotto la spinta della direttiva Ue, hanno avuto un effetto positivo nel consuntivo 2014 della situazione debitoria degli enti del Servizio sanitario nazionale verso i loro fornitori. Anche se non mancano eccezioni estremamente negative nel complesso del panorama nazionale: non a caso Calabria, Molise e Campania (che hanno la sanità commissariata) stanno in fondo alla classifica dei peggiori pagatori. E c’è chi nel biomedicale rimborsa dopo ben 1.522 giorni, 4 anni e 2 mesi dopo: l’ospedale «Mater Domini» di Catanzaro.

È un quadro tra alti e bassi, anche se in miglioramento, quello dei pagamenti della Pa in sanità. Un settore che peraltro secondo i dati a consuntivo della Corte dei conti, aveva nel 2013 un indebitamento totale di 27 mld, includendo l’insieme dei fornitori del Ssn. Un dato presumibilmente calato ancora nel suo complesso alla fine dell’anno scorso intorno a 21-22 mld. Come dire che c’è ancora parecchio da smaltire dei debiti verso i fornitori della sanità regionale.

«Se pensiamo ai 260 giorni di ritardo del 2011, è indubbio che i tempi di rimborso sono migliorati, ma restano ancora lenti e lontani dalle regole Ue. E poi non dimentichiamo che il valore dello scoperto è di ben due miliardi», afferma il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. Una preoccupazione in più, sottolinea Scaccabarozzi, viene dai tagli da 2 mld che potrebbero presto essere decisi dalle regioni a carico della sanità: «Spero che il Governo tenga duro e che le regioni non tocchino la sanità – aggiunge Scaccabarozzi. E si colpiscano gli sprechi, quelli veri. Non si può pensare di far nascere una Pharma Valley e poi colpire ancora la farmaceutica». Molta cautela, del resto, arriva anche da Assobiomedica: «Vedremo se questa accelerazione nei rimborsi è solo un fuoco di paglia o davvero un’inversione di tendenza».

La media dei tempi di pagamento a fine 2014 è stata di 166 giorni per il biomedicale e di 151 per i farmaci. Con i picchi massimi di ritardo di 669 giorni in Calabria ((erano 833 a inizio anno) e di 641 nel Molise (contro 812 di gennaio). Al top, tra le regioni più grandi, Marche (78 giorni), Lombardia (84) e Friuli (88). Classifica quasi fotocopia per i farmaci: nel Molise la media annuale è stata di 595 giorni, in Calabria di 431, mentre spiccano come buoni pagatori Friuli (56 giorni), Umbria e Trentino (72). Valori che andrebbero poi letti per le singole asl e ospedali: i 4 anni e mezzo dell’ospedale di Catanzaro è la perla di diamante. Ma c’è chi, sempre in Calabria, macina record poco raccomandabili per le imprese fornitrici: le asl di Cosenza (paga dopo 826 giorni) e quella di Catanzaro (767).

Il Sole 24 Ore – 4 febbraio 2015 

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