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Sanità, Moretti e Tosi d’accordo: «Ulss venete da ridurre a otto». La proposta: un’unica grande azienda per uffici tecnici e amministrativi, senza ridurre il servizio sanitario

Hanno ascoltato, prima di tutto. Hanno incontrato i pensionati degli artigiani di Cna di tutto il Veneto, ieri, i candidati governatore Alessandra Moretti (centrosinistra) e Flavio Tosi (civica e Area Popolare) assenti per malattia Jacopo Berti (M5s), e per scelta Luca Zaia (Lega-FI) – nell’affollata platea del cinema Verdi di Breganze, con oltre 400 tra dirigenti Cnaepensionati.

E dalla presidente vicentina Cinzia Fabris e da quella véneta di categoria Bruna Vincenzi si sono sentiti ricordare la Costituzione e quattro temi che stanno a cuore a Cna. Primo, l’educazione alla legalità nelle scuole. Secondo, l’accesso al lavoro soprattutto per i giovani. Terzo, il welfare sociale «per tutte le fasi della vita». Quarto, la tutela della salute e la garanzia di cure a tutti i cittadini che devono essere organizzate anche «al di sopra delle condizioni in cui si trovano i bilanci». E i due candidati hanno anche dovuto fare fronte, in qualche momento, ad esplosioni di ira da alcune voci in platea: voci di pensionati e pensionate che fanno fatica a sbarcare il lunario e se la prendono per gli stipendi dei politici, per le pensioni d’oro mai toccate, per gli immigrati « a cui danno più soldi – la “spara” una signora dal pubblico – che a noi pensionati».

SANITÀ: ECCO COSA TAGLIARE Da una parte la coperta delle risorse per la sanità è corta, dall’altra almeno il Veneto ha ormai raschiato il barile. Come riuscire a razionalizzare la spesa senza ridurre i servizi sanitari? Su un punto c’è accordo tra Moretti e Tosi (ma anche Zaia ha annunciato che presenterà un suo piano): ridurre il numero delle Ulss venete. «Ero favorevole – ha spiegato Tosi – che in Consiglio regionale passasse nelle scorse settimane l’emendamento alla legge finanziaria che riduceva subito da 21 a otto le Uiss venete, una per provincia e due per il montuoso Bellunese. Era un’occasione unica. Anche il Pd era favorevole, altri hanno ritenuto di non votare. Di sicuro già l’attuale Piano sociosanitario riduce a 14. Ma non c’è solo questo. Si può comunque modificare la macchina alle spalle del personale sanitario: si risparmia ancora di più se si unificano in un’unica grande azienda uffici del personale, uffici tecnici, servizi amministrativi, senza ridurre il servizio sanitario». «Il problema della sanità véneta sono le liste di attesa: per una mammografia oggi ci vuole un anno. Ridurre il numero delle Ulss a otto, soluzione individuata anche dal Pd – spiega Moretti – significa calare la spesa burocratica e ricavare risorse: abbiamo calcolato un risparmio di 50 milioni. Ci consentirà di ridurre le liste d’attesa, o decongestionare i pronto soccorso, per dar vita a 330 “Gruppi di medicina integrata” sul territorio.

LE DIFFERENZE. «Siete simpatici, e dite cose simili, ma allora qual è la differenza tra voi due?», pungono dal pubblico. Ma qualcuna si intravede. Per il lavoro Moretti ribadisce che darà un bonus di 6mila euro complessivi per un’azienda che assume, ma Tosi boccia «i contributi a pioggia».

Per la gestione del Veneto Tosi vuole un referendum consentito dalla Costituzione per creare una macroregione speciale del Triveneto, Moretti invece attacca la cultura leghista: «Basta con i muri che ci separano da dove si decidono le cose».

Il Giornale di Vicenza – 22 aprile 2015 

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