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Sardegna. Parte piano monitoraggio per sconfiggere la west nile

La Asl scende in campo con i suoi veterinari per arginare la circolazione del pericoloso virus. Avviati i primi prelievi nel Guilcer e nel Sarcidano dove un anno fa non erano stati riscontrati contagi

I veterinari della Asl hanno dato il via ai primi prelievi sui cavalli per individuare l’eventuale circolazione del virus West Nile disease. È partito così il piano di monitoraggio della Asl mirato a sorvegliare l’eventuale circolazione virale della Febbre del Nilo Occidentale che l’anno scorso ha fatto strage di cavalli, arrivando a colpire in alcuni casi anche l’uomo.

Nei giorni scorsi, infatti, sotto le direttive dell’unità di crisi per le emergenze sanitarie e ambientali del dipartimento di prevenzione guidato dal dottor Giuseppe Fadda, i veterinari del servizio di sanità animale dell’azienda sanitaria hanno avviato i primi prelievi sui cavalli nelle zone del Guilcer e del Sarcidano: territori che lo scorso anno non erano stati colpiti dal virus.

L’obiettivo è quello di verificare se la West Nile disease abbia esteso il suo raggio d’azione o sia rimasta circoscritta ai punti individuati nel 2011.

Nelle due zone di sorveglianza a ridosso dei territori di Ghilarza e Laconi saranno sottoposti a prelievo due gruppi di cavalli da 34 esemplari ciascuno – in tutto, dunque, 68 equidi – per tre volte, nei mesi di aprile, agosto e ottobre. I campioni saranno inviati all’Istituto zooprofilattico di Teramo, referente nazionale per la malattia animale, che, dopo averli analizzati, indicherà la positività o meno degli animali al virus della Febbre del Nilo.

«Fino ad oggi – informano i veterinari della Asl – non abbiamo avuto segnalazioni di positività dalIo Zooprofilattico di Teramo né di casi sospetti dagli allevatori, anche se ci aspettiamo un’eventuale manifestazione dei primi episodi ad estate inoltrata, non adesso».

Giocare d’anticipo, sorvegliando l’eventuale circolazione virale già da ora, permetterà comunque di comprendere se e quale potrebbe essere lo sviluppo della malattia nel nostro territorio, dove nel 2011 erano stati individuati 86 cavalli positivi al virus, di cui nove deceduti.

Parallelamente al monitoraggio sugli equini, sarà presto avviato anche quello sui volatili, che richiederà la collaborazione fra la Asl, la Provincia, gli allevatori e la Forestale: «Da giugno partirà la cattura degli uccelli sinantropici, che hanno contatto con l’uomo e sono serbatoio della malattia, ovvero sono capaci di incubarla e ritrasmetterla ad altre specie attraverso la puntura di zanzara, che è l’insetto vettore» proseguono i veterinari. Circa trecento esemplari di cornacchie, inseriti nel piano di depopolamento provinciale, saranno catturati secondo un piano di priorità geografica dettato dalla Asl ad allevatori addestrati e dotati dalla Provincia di apposite gabbie. Gli allevatori informeranno della cattura i veterinari aziendali, che provvederanno all’abbattimento e al prelievo delle cornacchie. Anche questi campioni saranno inviati a Teramo per la verifica dell’eventuale presenza del virus. Oltre a ciò, la Guardia Forestale provvederà alla consegna all’azienda sanitaria di tutti i volatili, sinantropici e non, trovati morti sul territorio provinciale.

Per fronteggiare la malattia, l’Asl intanto sul piano istituzionale continua a muoversi a stretto contatto con l’Unità di crisi regionale, che vede la nostra azienda impegnata nel contrasto alla Wnd accanto a quella di Cagliari, ai referenti della Regione e agli Istituti Zooprofilattici di Sassari e Teramo.

«Da parte nostra, stiamo mettendo in campo le azioni necessarie a individuare se, in quali territori e in che misura il virus si ripresenterà quest’anno – spiega il direttore sanitario Orlando Scintu – ma è importante ricordare a tutti i cittadini che, non esistendo un vaccino per l’uomo, per prevenire la circolazione virale è importante proteggersi dalle punture degli insetti utilizzando repellenti e zanzariere, indossare pantaloni e camicie a maniche lunghe nelle ore serali ed evitare i ristagni d’acqua nei sottovasi, nelle vasche, nelle piscine per bambini o nelle ciotole per animali».

La Nuova Sardegna – 8 maggio 2012

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