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Sbranato da tigri, la moglie: «Mauro ha fatto una grossa imprudenza»

PINEROLO – «Mauro ha fatto una grossa imprudenza, gli avevo detto di non entrare nella gabbia perché la tigre era nervosa».

È il retroscena svelato oggi da Carla Agosteo, moglie di Mauro Laggiard, 72 anni, ucciso ieri sera dalle sue tigri in un ex parco poco sopra Pinerolo, in provincia di Torino. La tragedia è avvenuta sotto gli occhi della donna, che prima di chiamare i soccorsi ha riportato Samir – la tigre di sei anni che ha dato il colpo di grazia all’uomo – nella sua gabbia.

«Sono entrata con una pala – racconta la donna – ma ci ho messo un’ora e mezza a calmare gli animali, poi ho dato l’allarme». Di separarsi dalle tigri, però, la donna non ha nessuna intenzione. «Non portatemi via i miei animali – dice rivolgendosi direttamente al sindaco di San Pietro Val Lemina, dove è avvenuta la tragedia, Anna Balangero – Non portatemeli via, se no…».

Il sindaco di San Pietro Val Lemina. «Il trasferimento delle tigri era imminente, avevamo avuto un ultimo incontro giovedì scorso, ma la questione del trasferimento era complessa. I proprietari non volevamo separarsi dagli animali». Il giorno dopo la tragedia le parole del sindaco di San Pietro Val Lemina sembrano dare alla vicenda i contorni della tragedia annunciata. La questione del trasferimento degli animali era aperta ormai da tre anni, da quando cioè l’ex parco che ospitava le tigri aveva chiuso. Il gestore, Giorgio Martinat, non intendeva più tenerli nella sua proprietà: troppo grande, e rischioso, l’impegno, ma i proprietari delle belve non volevano sentirci. Per loro avevano speso fino all’ultimo centesimo, tanto che negli ultimi mesi vivevano in un container nei pressi dell’ex parco. «Sembrava che si fosse trovata una sistemazione, e che gli animali dovessero andare nei parchi di Pombia e Murazzano – rivela la prima cittadina di San Pietro – ma all’ultimo non se ne fece più nulla». Sarà il sostituto procuratore Chiara Maina, della Procura di Pinerolo, presso la quale è già stata presentata una prima relazione dei carabinieri e dei veterinari dell’Asl Torino 3, a decidere il futuro degli animali e a valutare se nella vicenda ci siano eventuali responsabilità.

Il WWF. «Quella del Parco Ornitologico Martinat di Pinerolo e dei suoi grandi felini era una situazione ben conosciuta da tutte le autorità nazionali e locali, una situazione esplosiva che il WWF andava denunciando da anni, per scongiurare una tragedia che purtroppo è accaduta». È quanto afferma in una nota il WWF, in riferimento alla tragedia delle tigri di Pinerolo. Secondo l’associazione ambientalista «occorre fare chiarezza una volta per tutte sulle responsabilità e sulla probabile mancata gestione e applicazione delle norme relative alla detenzione degli animali pericolosi. Facciamo appello al Ministro Orlando affinchè definisca chiare linee d’indirizzo per tutti questi pseudo-zoo, collezioni private o parchi, che ancora oggi ospitano animali pericolosi o protetti in condizioni critiche e non adeguate. Vi sono animali sequestrati o confiscati ancora ospitati in strutture fatiscenti, che richiedono interventi urgenti ottemperando alle previsioni di legge». Per il WWF occorre una vera e propria strategia per gestire quel che «deve essere considerato un problema di ordine pubblico. Le soluzioni sono note ed è necessario che le Istituzioni operino immediatamente per garantire il benessere degli animali e la sicurezza delle persone».

Il Messaggero – 4 luglio 2013

 

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