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Scosse, paura in Veneto. Zaia: stiamo monitorando i danni

Zaia: «Stiamo monitorando i danni». Tra le zone più colpite il Rodigino e la bassa Padovana. Il campanile di Ficarolo (Rovigo) è il monumento più danneggiato. Sopralluoghi negli edifici scolastici

Terremoto in Emilia ma la paura arriva anche in Veneto, Ad essere colpite dal sisma che nella notte tra sabato e domenica ha fatto tremare la Pianura Padana sono state soprattutto le chiese antiche del rodigino, squassate dal movimento sussultorio che ha svegliato la gente fino a Venezia e a Trento. «Le chiese hanno subito i danni maggiori, soprattutto in provincia di Rovigo: domenica molte sono rimaste chiuse perché inagibili o a scopo precauzionale», spiega la Regione, la cui giunta ha annunciato per martedì prossimo la verifica di un provvedimento straordinario per le più colpite. Secondo i dati forniti dalla Regione, cinque eventi sismici sono stati registrati in provincia di Rovigo, il principale con epicentro a Occhiobello, dieci nel veronese con fulcro a Minerbe, uno nel padovano con epicentro a Este.

Nel centro storico di Venezia, dove nella notte è stata avvertita una sola scossa, sono stati registrati alcuni lievi malori. Migliaia le telefonate ai vigili del fuoco, che riferiscono di un particolare allarme tra la popolazione. Il Suem di Rovigo ha soccorso una decina di persone per lievi infortuni dovuti al precipitoso abbandono delle abitazioni. Tra i beni monumentali più danneggiati c’è il campanile di Ficarolo (Rovigo), uno dei più alti del Veneto. Sempre nel rodigino, sono caduti calcinacci dalle facciate delle chiese di Ficarolo e Fiesso Umbertiano, quella di Calto ha subito un crollo parziale del tetto, in quella di Castelmassa sono crollati gli intonaci, danni anche negli edifici religiosi di Occhiobello, Ceneselli (dove domenica il sacramento della Comunione per 15 bambini è stato celebrato nella palestra comunale), Bergantino e Melara. La Regione ha sollecitato alle diocesi un tempestivo e preciso inventario dei danni.

Danni inoltre nella chiesa di Castagnaro (Verona), in quella di Santo Stefano a Vicenza. A Padova è stato transennato per precauzione l’oratorio di San Rocco. Mentre in tutta la regione proseguono gli accertamenti anche su case private e immobili pubblici, a preoccupare gli amministratori veneti è la tenuta degli edifici scolastici. Il sindaco di Castelmassa (Rovigo) ha deciso di chiudere materna ed elementare fino a settembre. A Ficarolo le scuole resteranno chiuse domani. Controlli nelle scuole, in via precauzionale, a Padova e Vicenza, con sopralluoghi approfonditi dove sono in programma interventi di ristrutturazione.

Il presidente della Regione, Luca Zaia, intervenuto nel corso della trasmissione «Radio Anch’io» dedicata al terremoto che la scorsa notte ha colpito l’Emilia facendo tremare anche il Veneto, ha ribadito la piena solidarietà alle popolazioni colpite, un sentimento di vicinanza che aveva già potuto esprimere ieri al collega presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani. Parlando della situazione nel Veneto, Zaia ha assicurato che «le strutture regionali sono al lavoro per quantificare i danni verificatisi nei nostri territori. La zona più colpita – ha sottolineato – è quella della provincia di Rovigo, dove ad essere danneggiati sono in particolare gli edifici di culto. Stiamo pensando di portare a breve un provvedimento ricognitivo e chiedere lo stato di emergenza». «Stiamo, inoltre, valutando la predisposizione di eventuali stanziamenti – ha precisato il presidente veneto – ma è ancora troppo presto per quantificare l’entità dei danni prodotti dal sisma. L’esperienza maturata con la gestione dell’alluvione dell’autunno 2010 ci consiglia cautela nel determinare cifre a caldo che poi possono rivelarsi sbagliate». Zaia ha confermato di aver avvertito la scossa.

«Mi è tornato in mente il terremoto del Friuli del 1976 – ha detto -, momenti di paura e un dramma che non si possono dimenticare. La nostra è una regione ad alto rischio sismico, ma in questi 36 anni si è costruito in maniera rispettosa». «Siamo dotati di un grande movimento di Protezione Civile – ha concluso il governatore -, a disposizione dei cittadini nelle situazioni più difficili, come è accaduto in occasione dell’alluvione. Ringrazio tutti i volontari che, come sempre, svolgono un lavoro straordinario». (Ansa – 21 maggio 2012)

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