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Secondo caso di peste in California allo Yosemite Park. I Cdc stanno sottopongono a test un campeggiatore. Contagio attraverso contatto con roditori infetti e puntura di pulci

Nuovo caso di peste in California. Per la seconda volta questa estate le autorità sanitarie americane stanno investigando su un caso di peste contratto da un campeggiatore, molto probabilmente nel corso di una visita al Parco nazionale di Yosemite. I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani stanno sottoponendo a test un turista della Georgia che aveva campeggiato nel parco, nella Sierra National Forest e nei dintorni di quest’area ai primi di agosto. Due campeggi sono stati chiusi dopo il primo caso di peste, annunciato due settimane fa.

Da allora, ricorda il ‘New York Times’, le autorità avevano avvertito i turisti dei possibili rischi di peste. “All’interno di Yosemite – racconta all’Adnkronos Salute L.Z., una giovane turista italiana da pochi giorni rientrata dopo una visita al parco – avvisano i visitatori di segnalare immediatamente l’eventuale presenza di escrementi di topo nei bungalow o nelle tende, di non pulirli da soli, ma di attendere l’intervento degli operatori. E di fare attenzione a non lasciare aperte porte e ingressi per evitare di far entrare inavvertitamente piccoli roditori, possibile fonte del contagio”. Le persone possono essere contagiate attraverso il contatto con scoiattoli, chipmunk, topini e altri roditori infetti, ma anche dalla puntura di pulci presenti su uno di questi animaletti, che popolano il polmone verde della California.

“Fra le raccomandazioni che ci hanno fatto – aggiunge un’altra giovane turista, B.Z. – c’era quella di non toccare gli scoiattoli e i topolini, presenti soprattutto nelle aree di ristoro, che si lasciano avvicinare facilmente dall’uomo”. Proprio gli avvisi diramati nelle scorse settimane “hanno spinto l’ultimo paziente a rivolgersi subito al medico e a ricevere le cure necessarie”, spiega in una nota la dottoressa Karen Smith, State’s Health Officier. Le autorità sanitarie californiane hanno comunque sottolineato che il rischio per l’uomo è basso.

Il primo caso si era verificato in un bambino di Los Angeles ricoverato dopo aver visitato il parco a metà luglio. Il piccolo è in fase di ripresa. Dal 1970 sono stati 42 i casi di peste nell’uomo in California, 9 dei quali fatali. La malattia si può curare con gli antibiotici, ma può essere fatale se non diagnosticata e trattata.

Adnkronos – 22 agosto 2015 

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