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Senato. Pensioni, per il milleproroghe partita ancora aperta

Correttivi in arrivo. Oggi la scadenza per emendamenti. Probabile deroga pensionistica per personale della scuola, forse ritocco platea esodati. Quasi certi anche nuovi fondi per il settore ippico

Un freno al super-slittamento dell’entrata in vigore del diritto alla protezione dei prodotti di alto design. II reperimento dei fondi per il settore ippico. La deroga previdenziale per il personale della scuola. E, forse, un ulteriore ritocco alla platea dei lavoratori cosiddetti «esodati» da esentare dalla riforma delle pensioni targata Fornero-Monti. Su questi quattro punti si giocherà gran parte della partita al Senato sui nuovi correttivi da apportare al decreto Milleproroghe, già in diversi punti modificato in prima lettura alla Camera dove il testo dovrà tornare per un terzo passaggio. Una partita che oggi comincerà a entrare nel vivo: nel pomeriggio scade il termine per la presentazione da parte dei gruppi parlamentari degli emendamenti nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio. E con tutta probabilità il numero più elevato di proposte di modifica riguarderà i due principali nodi ancora da sciogliere: la tutela, collegata a brevetti e proprietà industriale, del diritto d’autore su prodotti di alto design e la previdenza. I due relatori del provvedimento Lucio Malan (Pdl) e Vidmer Mercatali (Pd), si augurano che quello in arrivo non sia il solito fiume di emendamenti. «Spero che gli emendamenti non siano troppi», afferma Malan lasciando intendere che i relatori, così come il Governo, puntano su un ristretto pacchetto di correttivi. La questione più intricata resta quella delle pensioni. La deroga per il personale della scuola appare molto probabile: ieri il Pd è tornato a chiederla con forza; resta invece intricata la matassa sugli «esodati» su cui già alla Camera non sono mancate tensioni nel Governo e tra lo stesso Esecutivo e alcuni dei partiti che lo sostengono. 11 Pd e i sindacati, Cgil in testa, chiedono, a differenza di quanto prevede il testo modificato dalla Camera, che il salvagente previdenziale sia assicurato anche con lavoratori in mobilità o in esodo incentivato con interruzione del rapporto di lavoro successiva al 31 dicembre 2011. Un’estensione della platea, insomma, che richiederebbe una copertura ancora più robusta di quella individuata in extremis a Montecitorio non senza frizioni tra il ministro del lavoro Elsa Fornero (contraria all’ipotesi originaria, poi accantonata, di aumentare i contributi degli “autonomi”) e il Tesoro. Ma anche sul fronte misure che impattano sulla disciplina della proprietà industriale la temperatura sta salendo, anche perché alcuni partiti non sembrano essere d’accordo con il ritocco approvato a

Montecitorio. Ritocco che proroga ulteriormente di dieci anni, rispetto ai cinque già previsti dalle regole in vigore, del diritto alla protezione dei prodotti di alto design che una direttiva comunitaria recepita dal nostro Paese tra mille eccezioni e in ritardo vuol proteggere dalle repliche seriali. In altre parole le aziende che copiano le opere tutelate da diritto d’autore potrebbero continuare a farlo fino al 2016. Sulla questione è intervenuta anche una sentenza della Corte di giustizia Ue del 27 gennaio 2ou e gli stessi tecnici del Senato nel dossier di illustrazione del Milleproroghe chiedono di fatto una riflessione. Tra gli altri nodi da sciogliere i fondi per l’ippica, il differimento dei pagamenti telematici della pubblica amministrazione e la mutualità generale negli sport professionistici a squadre. E anche da perfezionare la copertura per la proroga degli indennizzi ai rimpatriati dalla Libia a seguito del golpe di Gheddafi ora affidata a un’aliquota del 2 per mille sulle attività Eni a Tripoli oggetto però di un ricorso alla magistratura della stessa Eni.

I RITOCCHI

«Esodati»

• Pd e sindacati, Cgil in testa, spingono per estendere la platea di lavoratori cosiddetti «esodati» da esentare dall’applicazione delle nuove regole previdenziali previste dalla riforma Fornero-Monti. In particolare, si punta a garantire il”salvataggio” anche ai lavoratori in mobilità o con esodi incentivati che abbiano interrotto il rapporto del lavoro anche dopo il termine del 31 dicembre 2011 fissato dalla Camera

Tutela design

• A Palazzo Madama si sta valutando anche un possibile ammorbidimento della proroga, decisa alla camera, di altri dieci anni, rispetto ai cinque già previsti dalle regole in vigore, del diritto alla protezione dei prodotti di alto design

Il Sole 24 Ore – 7 febbraio 2012 

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