Breaking news

Sei in:

Sfrattati da casa alla fine del Covid gli amici animali tornano nei rifugi. Con la crisi economica e lo stop allo smart working abbandoni e rinunce sono cresciuti del 35%

Repubblica. La vita di Zoe è iniziata durante la pandemia. Primo lockdown, tutti chiusi in casa: un labrador, devono aver pensato Luigi ed Erica (nomi di fantasia), avrebbe riempito mattine e pomeriggi, scodinzolando di stanza in stanza per la gioia dei figli. Da qualche mese, però, le cose erano cambiate: in casa, per gran parte della giornata, non c’era più nessuno e Zoe ha cominciato a immalinconirsi. «Così i proprietari ci hanno contattati per la rinuncia di proprietà, confessando di aver commesso un errore», fa spallucce Vincenza Buono, delegata di Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) per Napoli e provincia. Basta fare un giro per i canili: con il Covid che ha allentato la presa, abbandoni e rinunce si sono moltiplicati. «Sono dieci volte più di prima. — sentenzia Buono — Accade per il 40% dei cani adottati o acquistati prima della pandemia: con i ritmi che tornano frenetici, la soluzione diventa disfarsene».
Così è stato per Morgana, simil pitbull di due anni, lasciata per strada nell’hinterland partenopeo: ora cerca una nuova sistemazione, insieme a Nala, splendido corso natanell’aprile del 2020, abbandonata nel centro storico di Napoli.
Si assomigliano tutte le storie dei quadrupedi che dovevano farci compagnia quando siamo stati costretti a vivere lo smart working tra le mura domestiche e che oggi si riscoprono, loro malgrado, di troppo e dunque destinati, nel migliore dei casi, a trovare un nuovo padrone.
Così il numero delle cessioni è in crescita vertiginosa: del 35% rispetto al periodo pre-Covid, secondo l’Enpa, l’Ente nazionale per la protezione animali. Un’indagine di Facile.it ha quantificato in 3,4 milioni gli italiani che, fra il 2020 e il 2021, hanno deciso di prendere un animale in casa: il 21,6% degli attuali proprietari. Di questi, 117 mila però hanno cambiato idea. E il 28,3% di chi ha preso un cane negli ultimi due anni ha ammesso di averlo fatto soprattutto per «alleggerire il lockdown », addirittura il 5,7% voleva semplicemente «aggirare i limiti alla mobilità imposti dal governo».
Se il ministero della Salute ha certificato, per il 2021, l’ingresso nei canili sanitari e nei canili rifugio di 101.309 esemplari (maglia nera a Lazio, Campania e Sicilia), il 2022 rischia di essere un anno record. In negativo, s’intende. Alla base dei dietro-front la nuova routine familiare, con l’abbandono progressivo dello smart working, ma anche le morti di over 70 legate al Covid, con nessun parente disposto a prendersi cura dell’animale: secondo un sondaggio Enpa su 220 sezioni locali, quest’ultima casistica rappresenta il 62% del totale.
«Ma quel che ci inquieta — annota Giusy D’Angelo, esperta cinofilaEnpa — è il boom di adozioni poco consapevoli, come se il Covid avesse portato una svalutazione della scelta di portare in casa un animale, facendolo con un clic sui social. E in alcune regioni, come in Puglia, i casi di abbandono con il progressivo ritorno alla normalità sono così cresciuti a dismisura».
C’entra anche la crisi economica,con molte famiglie in difficoltà nel sostenere i costi del settore “pet”. «Sempre più Comuni, in ultimo Modena, promuovono l’elargizione di un bonus economico per sostenere l’allevamento di animali domestici », sottolinea Alessandra Ferrari della Lav. «Quel che è certo — aggiunge — è che le adozioni superficiali di cani, cresciute con la pandemia, tendono a tramutarsi, prima o dopo, in rinunce di proprietà». Spesso allora le famiglie prendono coraggio, ammettendo l’errore, e consegnando Fido al canile. «Per farlo — spiega Ferrari — devono ben motivare la loro scelta e proviamo a dissuaderli, proponendo l’affiancamento di un dog sitter o di un professionista». Ma un cane che resta a casa da solo è un cane infelice: di più, manifesta un’ansia da distacco che può tradursi in comportamenti compulsivi, specie se è cucciolo. E se per i proprietari tornare a lavorare o riportare i bimbi a scuola ha significato riassaporare, finalmente, il gusto della libertà perduta, per Zoe, Morgana, Nala e per l’esercito dei cani in cerca di nuovi padroni, si è materializzato lo spettro dell’abbandono. Come a dire: pensavamo fosse amore, invece era un passatempo.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top