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Sì al primo contratto dell’Usl Serenissima unitaria. L’intesa riguarda quasi 6.500 dipendenti del comparto della sanità veneziana. Sigle e azienda soddisfatte

Ieri, dopo oltre 15 mesi di trattative è stato siglato il contratto integrativo per i quasi 6500 dipendenti del comparto dell’Usl Serenissima, nata dalla fusione delle Usi di Mestre e Venezia, Riviera e Miranese, e Chioggia che uniforma il trattamenti dei lavoratori garantendo come premio di produzione, a seconda della valutazione che di ogni dipendente verrà fatto, tra i 110 e i 160 euro lordi al mese. «È stato raggiunto l’obiettivo principale che ci eravamo prefissati, ovvero l’armonizzazione e il riequilibrio dei trattamenti normativi ed economici prendendo come riferimento le condizioni di miglior favore presenti nei tre accordi integrativi delle 3 ex aziende ora confluite nella Serenissima» commentano i sindacati

«Ci sono voluti quindici mesi, ma finalmente non esistono più ospedali di serie A e strutture di serie B. Per lo stesso incarico si seguiranno le stesse regole, gli stessi turni e si avrà diritto allo stesso stipendio, tanto a Chioggia quanto a Venezia». A più di un anno dall’inizio della contrattazione, ieri le parti sociali e i rappresentanti della Usl 3 Serenissima hanno confermato con una firma il nuovo contratto integrativo per la sanità veneziana. Un accordo importante, come ha spiegato Cristina Bastianello (Fp Cgil), perché per la prima volta vengono uniformati trattamenti e diritti di tutti i lavoratori del settore, siano essi provenienti dalla vecchia Usl 12 (Venezia), dalla 13 (Mirano – Dolo) o dalla 14 (Chioggia), per un totale di quasi 6.500 dipendenti pubblici.

«Ancora più importante, siamo riusciti ad ottenere un adeguamento alla migliore alternativa, grazie ai fondi già stanziati per il 2017», sottolinea la sindacalista. In quindici mesi di confronto si sono susseguiti ben 14 accordi e pre-intese, poi confluiti proprio nel testo sottoscritto ieri da tutte le sigle; il contratto quindi disciplina, tra l’altro, il sistema delle relazioni sindacali, l’orario di lavoro, i contingenti minimi di sciopero, la produttività, il lavoro straordinario, il part-time, le progressioni orizzontali, gli spostamenti volontari interni. «La firma del primo contratto aziendale dell’Usl unica veneziana costituisce un passaggio di grande significato, storico – ha evidenziato il direttore generale dell’azienda sanitaria, Giuseppe Dal Ben – Abbiamo voluto il dialogo con il sindacato, lo abbiamo tenuto sempre aperto, e pur partendo da posizioni diverse non si è mai perso di vista l’obiettivo comune. In un momento di cambiamenti e criticità organizzative non è cosa di poco conto».

La partita non è però conclusa: quanto sottoscritto ieri arriva infatti fino alla conclusione del 2017, mentre per il 2018 la partita si riapre, seppur partendo dalla base comune appena elaborata. «Purtroppo lo sciagurato accordo regionale ha portato alla riduzione dei fondi aziendali per il personale dipendente – riprende Bastianello – Così si rischia di mettere in dubbio lo stipendio dei lavoratori e come sindacato vigileremo perché non vi sia alcun taglio alle voci economiche». Proprio nel nuovo testo, utile per l’anno già in corso, si cercheranno di integrare anche i nuovi dispositivi di tutela, come ad esempio una qualche forma di welfare aziendale. Non convince neppure la ventilata assunzione di una novantina di nuovi infermieri, varata la settimana scorsa da Dal Ben: «Manca la progettualità, la copertura dei turn over – conclude la sindacalista – Queste sono manovre di emergenza, non organiche».

Il Corriere del veneto – 5 aprile 2018

 

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