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Si inventano un’indagine su Pfas e acque inquinate per truffare una coppia. E’ successo a Chiampo dove una donna ha millantato di effettuare controlli dell’acqua porta a porta

L’allarme sui Pfas accende la fantasia dei truffatori che usano appunto le sostanze inquinanti dell’acqua come pretesto per entrare nelle case di potenziali vittime. La dice lunga il fatto che ieri una donna ha telefonato ad una coppia di utenti di Acque del Chiampo identificandosi come rappresentante della partecipata comunale e comunicando che martedì un incaricato dell’azienda si sarebbe presentato per un’analisi gratuita dell’acqua.

La coppia, sospettosa, ha contattato il call center di Acque del Chiampo per chiarimenti. Ora la società rammenta come il personale tecnico non sia autorizzato a proporre prelievi o analisi dell’acqua, né a raccogliere dati sensibili dei clienti per l’aggiornamento delle anagrafiche, nemmeno chiedere o riscuotere pagamenti. In caso di dubbi c’è il numero verde 800 04 05 04.

Non ha avuto alcuna possibilità invece la 62enne che giovedì è stata rapinata del portafogli mentre tornava a casa con le buste della spesa. L’episodio, denunciato alla polizia, è accaduto a Vicenza alle 18,30, in zona cimitero. Quando il ladro, un nordafricano sui 20-25 anni, ha sorpreso di spalle la donna per strapparle le borse, lei ha reagito ma si è presa un calcio dallo sconosciuto che è fuggito via con il suo portafogli con 30 euro.

  1. Corriere del Veneto – 21 gennaio 2017 

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