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Sian e servizi veterinari. Interrogazione: «Nei Dipartimenti di prevenzione va mantenuta l’attuale organizzazione»

1a1a13_camera_dei_deputatiIl discusso accorpamento di servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione con il servizio veterinario di igiene alimenti di origine animale attuato in Liguria finisce al centro di un’interrogazione indirizzata dai deputati Laffranco, Ciccioli e Mancuso al Ministro della Salute Renato Balduzzi. La Regione Liguria, invocando la propria autonomia organizzativa, aveva deliberato l’unione dei diversi servizi efferenti ai Dipartimenti di prevenzione. Decisione su cui il SIVeMP aveva manifestato la propria contrarietà, chiedendo l’interessamento di rappresentanti istituzionali. «I nuovi assetti organizzativi – scrivono  ora i parlamentari – non è certo che possano essere produttivi di significativi risparmi (come invece addotto a motivazione negli atti regionali)»

«Soprattutto alla luce dei certi ed inevitabili riflessi pratici che la commistione delle discipline produrrà in termini di qualità dei servizi erogati, dunque di minore efficacia delle azioni preventive, a detrimento del futuro stato di salute della popolazione». Problemi di gestione, con la possibilità di creare confusione e gravi danni al servizio, evidentemente sottovalutati, che potrebbero riprodursi in altre Regioni, come ad esempio Umbria e Marche, dove sono già stati avviati progetti simili alla Liguria. I deputati chiedono a Ministro se «non ritenga di promuovere iniziative, anche normative, ivi compresa la definizione di linee guida in sede di conferenza Stato-regioni da applicare su tutto il territorio nazionale, per assicurare che gli assetti organizzativi dei dipartimenti di prevenzione, come attualmente definiti dalla norma quadro nazionale dimostratisi efficaci in quasi 20 anni di esperienza applicativa, vengano uniformemente assicurati e mantenuti in tutte le aziende sanitarie dell’intero Paese quale livello essenziale e minimo di organizzazione, in quanto fondamentale base per la corretta, uniforme e sufficiente erogazione dei livelli essenziali di assistenza che su tutto il territorio nazionale devono essere assicurati».

Seduta n. 581 del 2/2/2012 SALUTE

Interrogazioni a risposta in Commissione:

Interrogazioni a risposta scritta:

LAFFRANCO, CICCIOLI e MANCUSO. – Al Ministro della salute.

premesso che:

i dipartimenti di prevenzione delle ASL devono essere organizzati come previsto dal decreto legislativo n. 502 del 1992, successive modificazioni e integrazioni, articolo 7-quater e, ai sensi di tale dispositivo, deve inoltre essere garantita l’esistenza e l’autonomia sia tecnico-funzionale sia organizzativa dei servizi così come elencati dalla norma;

tali servizi fanno, infatti, riferimento a specifiche discipline, cui deve accedersi mediante pubblico concorso, previo possesso di specifici e infungibili diplomi di specializzazione post-laurea;

si tratta pertanto di servizi e discipline infungibili, come nel caso di qualsivoglia specializzazione di ambito medico, fatte salve le equipollenze dei titoli di studio e dei servizi prestati, ai fini del solo accesso;

nonostante quanto sopra nella regione Liguria, invocando la propria autonomia organizzativa, l’ente regione ha deliberato che vengano accorpati svariati servizi dei dipartimenti di prevenzione, sia medici sia veterinari, perfino disponendo l’unione di servizi medici come il servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione con il servizio veterinario di igiene alimenti di origine animale, fra i quali è ancor più chiara detta infungibilità;

i nuovi assetti organizzativi non è certo che possano essere produttivi di significativi risparmi (come invece addotto a motivazione negli atti regionali) soprattutto alla luce dei certi ed inevitabili riflessi pratici che la commistione delle discipline produrrà in termini di qualità dei servizi erogati, dunque di minore efficacia delle azioni preventive, a detrimento del futuro stato di salute della popolazione;

anche in altre regioni (come ad esempio nelle regioni Umbria, Marche) risultano avviati processi organizzativi similari e che suscitano i medesimi dubbi circa la possibilità di creare confusione e gravi danni al servizio, evidentemente sottovalutati -:

– Per sapere –

se il Ministro interrogato non ritenga di promuovere iniziative, anche normative, ivi compresa la definizione di linee guida in sede di conferenza Stato-regioni da applicare su tutto il territorio nazionale, per assicurare che gli assetti organizzativi dei dipartimenti di prevenzione, come attualmente definiti dalla norma quadro nazionale dimostratisi efficaci in quasi 20 anni di esperienza applicativa, vengano uniformemente assicurati e mantenuti in tutte le aziende sanitarie dell’intero Paese quale livello essenziale e minimo di organizzazione, in quanto fondamentale base per la corretta, uniforme e sufficiente erogazione dei livelli essenziali di assistenza che su tutto il territorio nazionale devono essere assicurati.

6 febbraio 2012

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