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Sicilia, militare morto dopo il vaccino. “Fatale la sua reazione immunitaria”. La perizia medico-legale: da asintomatico aveva già sviluppato troppi anticorpi. Scettici gli esperti

La Stampa. «È morto per una tempesta citochinica». Il procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, ha appena ricevuto la perizia medico-legale sul decesso, avvenuto 15 ore dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò: «I periti hanno accertato un rapporto di causa-effetto tra l’inoculazione del vaccino e il decesso – spiega Gambino – e questo perché aveva sviluppato una risposta immunitaria già con il Covid, contratto da asintomatico, e che il vaccino ha ulteriormente aumentata fino a provocare una reazione antinfiammatoria dell’organismo molto violenta che ha causato lo stress respiratorio».
Quello di Patarnò fu uno dei primi casi di morti sospette in Sicilia dopo la vaccinazione con AstraZeneca e portò anche al sequestro su tutto il territorio nazionale del lotto ABV2856 con cui l’uomo era stato vaccinato l’8 marzo nell’ospedale militare di Augusta. Ieri, dopo gli esami condotti in Olanda su 250 campioni e analizzati pure dall’Istituto superiore di Sanità, il lotto è stato dissequestrato dal pm titolare dell’inchiesta, Gaetano Bono, e tornerà adesso a disposizione dei centri vaccinali di mezza Italia. Per tre delle quattro persone indagate per omicidio colposo, la procura si appresta a chiedere al gip l’archiviazione: un medico e un infermiere dell’ospedale militare di Augusta che si occuparono della vaccinazione di Paternò e il medico del 118 che la notte successiva tentò inutilmente di rianimarlo, nell’abitazione di Misterbianco, alle porte di Catania, dove il militare viveva con la moglie e i due figli di 11 e 14 anni. Il quarto indagato è l’amministratore delegato di AstraZeneca Italia, Lorenzo Wittum.
Stando alla procura di Siracusa, il vaccino avrebbe insomma amplificato la risposta immunitaria che Paternò aveva già, senza saperlo, per via del Covid contratto da asintomatico, e dunque senza nemmeno saperlo. Non a caso la famiglia ha sempre detto che «Paternò stava benissimo». «Le linee guida del vaccino – chiarisce il procuratore Gambino – dicono che se hai avuto il Covid, il vaccino puoi farlo dopo almeno 4-6 mesi». Evidentemente, stando alla perizia medico-legale che il pm aveva chiesto ai consulenti medici Giuseppe Ragazzi, Marco Marietta e Carmelo Iacobello e Nunziata Barbera, il Covid invece era stato contratto da Paternò poco tempo prima di essere vaccinato. Il pm parla di una relazione anticorpale di tipo «Ade» (antibody-dependent enhancement). «Aveva valori tre volte superiori al normale», dice il procuratore che poi precisa: «Da oggi iniziano le valutazioni sulle responsabilità, ma non deve passare un messaggio allarmistico sui vaccini».
«Fino ad ora avevamo detto che esisteva una nesso temporale. Ora c’è il nesso eziologico – sottolinea il legale della famiglia di Paternò, Dario Seminara -. Dalla consulenza sembrerebbe emergere che il vaccino innesta delle reazioni nel corpo umano; perché succede ad alcuni e ad altri no, ancora non si comprende».
Sugli esiti dell’inchiesta è perplesso l’infettivologo catanese Bruno Cacopardo: «La tempesta citochinica è un evento imprevedibile che può svilupparsi attraverso più cause scatenanti. Credo dunque che quello su questo caso sia un collegamento quanto meno incauto, perché non si può dimostrare. E cito uno studio recente secondo cui l’Ade è raramente legata ai vaccini anti-Covid, molto meno di quanto lo sia con i vaccini che facevamo da ragazzi». —

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