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Sicurezza alimentare, presentato a Rovigo il progetto “Pesca amica”

Creare un marchio di provenienza per i prodotti ittici nel Veneto

A Rovigo, un incontro per la sicurezza alimentare e il controllo qualità del pescato, come distinguere il pesce italiano e garantire la qualità ai consumatori.

Grazie ai finanziamenti europei, in provincia di Rovigo, è partito un nuovo progetto volto alla sicurezza alimentare nel settore pesca, con l’obiettivo di attivare una serie di soglie limite che rappresenteranno lo standard di qualità del pescato locale. Il progetto, dal titolo “Pesca amica-miglio zero” nasce su base territoriale ma, spiegano gli organizzatori, vuole diventare un esempio per le altre realtà italiane dove, un controllo maggiore di tutto il pescato che finisce sulle tavole dei cittadini è ancora posto in secondo piano.

L’incontro si è tenuto presso il Comune di Rosolina, con la collaborazione di Coldiretti Rovigo e Unci pesca che, dopo la presentazione, a base di degustazioni tipiche hanno parlato proprio del progetto e dell’importanza di uno standard qualitativo necessario, prima di tutto in ottica di sicurezza alimentare, in seconda battuta utile per certificare la provenienza dei prodotti. In questo senso, è stato proposto un marchio di qualità e provenienza grazie al quale sarà possibile commercializzare prodotti ittici locali senza problemi, distinguendo nei mercati il prodotto e la zona d’origine.

Il marchio di qualità sarà rappresentato dalla “doppia freccia blu e azzurra” che vuole simboleggiare il delta del Po, ma sopratutto la dualità di valori importanti come la trasparenza e la distinzione. Sul territorio Veneto, come in Italia quasi il 75% del pescato servito nei ristoranti proviene dall’estero o ha una provenienza non sempre ben specificata. Sappiamo bene che nelle pescherie, come nei ristoranti, il responsabile della sicurezza alimentare, nelle fasi di autocontrollo, svolge le sue funzioni proprio in relazione ad operazioni essenziali volte in prima istanza al controllo della provenienza delle materie prime inoltre:

•Controllo visivo degli alimenti

•Verifica della merce immagazzinata

•Igiene e norme basilari per la salubrità degli alimenti

•Valutazione e controllo delle temperature

sono tutte operazioni che rientrano a far parte della normativa HACCP e necessitano di attenzione a partire dai pescherecci, passando dalle norme di autocontrollo HACCP nella pescheria fino ai controlli batterici delle superfici nei ristoranti. L’obiettivo finale è sempre quello di fornire ai cittadini un servizio migliore partendo dal primo controllo in assoluto:quello inerente la provenienza, la qualità e la conservazione dei prodotti.

News pmi servizi – 6 settembre 2011

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