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Siti e Simevep: il ministro ristabilisca la corretta organizzazione dei dipartimenti di prevenzione in tutte le Regioni

1a1a1_11abalduzzi_123_jpg_415368877Il ministro della Salute si attivi per ristabilire una corretta organizzazione strutturale essenziale dei Dipartimenti di Prevenzione in tutte le Regioni. E’ quanto chiedono il presidente della SItI e della Simevep, Antonio Boccia e Aldo Grasselli che, nel sollecitare un incontro al ministro Renato Balduzzi rimarcano come in questo momento questa organizzazione sia messa a rischio dalle iniziative delle diverse Regioni. Nella lettera indirizzata al titolare della Salute, Boccia e Grasselli ricordano come i servizi che afferiscono ai Dipartimenti di prevenzione facciano riferimento a specifiche discipline, cui si deve accederei mediante pubblico concorso, «previo possesso di specifici e infungibili diplomi di specializzazione post-laurea, fatte salve le equipollenze dei titoli di studio e dei servizi prestati».

Il personale dirigente di tali servizi specialistici è dunque “insostituibile” al pari delle altre specialità mediche.

«Si sta però manifestando nelle Regioni – continua la nota – un preoccupante indirizzo che prefigura l’accorpamento di servizi, sia medici che veterinari, ed addirittura la fusione di servizi medici e veterinari. Appare anche evidente, in talune Asl, la volontà di ridimensionare i servizi del Dipartimento di Prevenzione trasformandone i posti di medici e veterinari in posti di medici ospedalieri o delle professioni sanitarie».

E continua: «Le Regioni, procedendo in tal senso, potrebbero realizzare inconsapevolmente una grave disfunzione ed un ulteriore impoverimento delle attività di prevenzione primaria riducendo le già scarse risorse ad essa destinate negli anni. Se ciò si avverasse, si determinerebbe una diminuzione della qualità dei servizi erogati, minore efficacia delle attività di prevenzione, a scapito della sicurezza delle popolazioni umana e animale e della sicurezza alimentare»

Tutto questo non rappresenterebbe negli anni un risparmio bensì «una esacerbazione dei rischi per la salute complessiva del nostro Paese con un incremento della spesa pubblica a causa dei danni che ineluttabilmente sopraggiungeranno per l’insufficiente o inappropriato livello di controlli».

a cura ufficio stampa Sivemp Veneto – 18 giugno 2012

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