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Sivemp in stato di agitazione: no al blocco dei contratti, sanità svilita e smantellamento delle strutture veterinarie

logo croce bluLa Segreteria nazionale e il Direttivo nazionale del Sivemp, che si sono riuniti oggi a Roma, analizzata la drammatica situazione di indebolimento della sanità che rischia un ulteriore sottofinanziamento, il progressivo smantellamento delle strutture veterinarie dei Dipartimenti di Prevenzione, l’ipotesi di un blocco ulteriore dei contratti collettivi in concomitanza all’apertura delle convenzioni della Medicina generale e della Specialistica ambulatoriale, e la non smentita possibilità del taglio degli stipendi sopra i 70.000 euro, ha proclamato lo stato di agitazione della categoria. Mercoledì  16 aprile si riuniranno gli organi nazionale della Federazione veterinari e medici per decidere le azioni unitarie di protesta da adottare in seno alla Cosmed. Già ieri il segretario nazionale Aldo Grasselli aveva usato parole dure contro le previsioni del Def 2014 e le anticipazioni e le ipotesi uscite nelle ultime ore.

“Una follia che peggiorerebbe quanto di gravemente sbagliato, iniquo e depressivo hanno già combinato Tremonti e Monti. Siamo sconcertati che il DEF contenga –  o non smentisca –  ipotesi di questo tipo”  aveva dichiarato. “Il disegno che sta prendendo forma equivale al pignoramento della proprietà privata e al saccheggio dei diritti di parità costituzionale dei lavoratori” – ha poi aggiunto – “Questa idea che i dipendenti pubblici possano sopportare altre sperequazioni non è frutto di un sondaggio oculato, stanno appiccando un incendio”.

 “Bloccare i contratti per 10 anni per consentire al Governo di sostenere tutte le spese parassitarie (finanziamento ai partiti), irrazionali (F35) e gli sprechi (amministrazioni regionali fuori controllo) che non si tagliano mai è fuori di senno, e ci espone a rischi di conflitto sociale gravissimo – ha continuato Grasselli.  Non dimentichiamo che si colpiscono i lavoratori che pagano le tasse: se il Governo toglie 100 euro dagli stipendi della PA in realtà ne introita solo 50 in più, perché gli altri 50 li prendeva già con il prelievo fiscale alla fonte sui 100. Stiamo assistendo a una nuova caccia al dipendente, visto che la caccia agli evasori non si vuole fare”.

Intanto anche Fp-Cgil Medici e Stpa, Cisl Medici, Cisl-Fp, Uil-Fpl Medici ed Stpa proclamano lo stato di agitazione e  in una nota congiunta chiedono al Governo di trovare le risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. “Un ulteriore blocco sarebbe inaccettabile e la nostra risposta non si farebbe attendere”. “I Def hanno sempre colpevolmente omesso la programmazione delle risorse per le retribuzioni del pubblico impiego. Il punto è che quelle risorse vanno trovate”, prosegue la nota. “Le lavoratrici e i lavoratori delle pubbliche amministrazioni hanno già subito una lunga pausa, persa una parte consistente del loro potere d’acquisto, e adesso il famoso differenziale tra pubblico e privato non può essere più utilizzato come un’arma. Un ulteriore blocco sarebbe inaccettabile e la nostra risposta non si farebbe attendere”.

Entra il stato di agitazione anche la Fassid, Federazione patologici clinici, radiologi, medici del territorio e dirigenti specialisti per cui “ogni provvedimento iniquo continuerà a distruggere un SSN che continua ad esistere e funzionare a dispetto di chi vuole smantellarlo”. L’Anaao, per parte sua, nel dichiarare ieri lo stato di agitazione della categoria si era detta pronta allo sciopero per difendere ancora una volta la sanità pubblica e i suoi professionisti.

10 aprile 2014 

 

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