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Sorveglianza epidemiologica West Nile e malattie trasmesse da vettori. Ecco la circolare 2014 del ministero della Salute

cavalloIl Ministero della Salute ha inviato alle Regioni la circolare sulla sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori nel 2014. In Italia ed in Europa, si è assistito nell’ultimo decennio, all’aumento della segnalazione di casi importati ed autoctoni di alcune arbovirosi molto diffuse nel mondo, tra cui la Dengue, la febbre Chikungunya e la malattia da virus West Nile. Rispetto alla scorsa stagione, nella circolare di quest’anno viene introdotta la sorveglianza epidemiologica della malattia da Zika virus a causa dell’aumentato rischio legato a importazione da zone endemiche. Per quanto riguarda la diffusione del West Nile virus in Italia dal 2008 al 2013 sono stati segnalati 115 casi autoctoni di malattia neuro invasiva. La sorveglianza sui casi umani consente, insieme alla sorveglianza animale ed entomologica, di evidenziare la circolazione del virus in un determinato ambito territoriale e di avere una stima della sua entità, attraverso l’individuazione sistematica dei casi clinici emergenti.

Il virus può infettare diverse specie di vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili) e, tra i mammiferi, l’uomo ed il cavallo possono manifestare una sintomatologia clinica. Nell’uomo la maggior parte delle infezioni decorre in modo del tutto asintomatico; circa il 20% dei soggetti infetti sviluppa una malattia sistemica febbrile, chiamata comunemente febbre di West Nile; in meno dell’1% dei casi la malattia si manifesta come una malattia neuro-invasiva che può avere decorso fatale.

Ambito di applicazione della sorveglianza: per i casi importati, tutto l’anno, per i casi autoctoni, nelle aree a dimostrata circolazione di West Nile virus negli animali e aree limitrofe dal 15 giugno al 30 novembre di ogni anno. Tali date potranno essere modificate sulla base delle evidenze epidemiologiche ottenute fino a quel momento sia in ambito umano che animale. La sorveglianza dei casi autoctoni avviene anche in aree che l’anno precedente sono state aree a dimostrata circolazione del virus  negli animali o nell’uomo.

Nel caso in cui sia dimostrata la circolazione del virus negli animali in un’area, vengono identificate le “aree affette” (con le province come unità geografica) e le “aree di sorveglianza” (con le Regioni come unità geografica) per la sorveglianza della malattia nell’uomo.

Per “area affetta” si intende un’area identificata che soddisfi almeno una delle seguenti situazioni: positività nelle sorveglianze veterinarie ed entomologiche; presenza di casi di encefalomielite di tipo West Nile negli equidi; presenza di casi autoctoni confermati di malattia neuro-invasiva e/o di infezioni recenti umane autoctone.

Una volta identificata l’area affetta, è necessario valutare l’avvio di azioni dirette alla riduzione del rischio di trasmissione, che includano sia azioni mirate contro il vettore che misure precauzionali finalizzate a prevenire la trasmissione dell’infezione attraverso la trasfusione di sangue ed emocomponenti (incluse le cellule staminali emopoietiche) e i trapianti di organi e tessuti infetti . Qualora l’area affetta nella quale è stata accertata la presenza del vettore o di casi umani e veterinari, confermati sia nell’anno corrente che nel precedente, sia limitrofa al territorio di altre Regioni, l’area di sorveglianza va estesa anche a questo territorio, a meno che non ci siano barriere orografiche tali da rendere improbabile la diffusione del virus in quella direzione.

Per “area di sorveglianza” si intende un’area identificata attorno ad un’area affetta in base ad entrambe le informazioni seguenti: presenza del vettore, competente per il West Nile virus, nel territorio regionale, considerando le peculiarità geografiche (esempio: zone montane o zone umide) che possono limitare o favorire la presenza del vettore stesso; presenza di casi umani o veterinari confermati nelle aree provinciali (aree affette) come precisato precedentemente.

Le Regioni che vengono incluse tra le “aree di sorveglianza”, devono adottare tutte le misure necessarie alla sorveglianza umana e veterinaria riportate nel testo e nel Piano di sorveglianza nazionale per l’encefalo-mielite di tipo West Nile negli animali, in modo da definire lestrategie di controllo della diffusione della malattia.

Per gli aspetti riguardanti la sorveglianza veterinaria, restano ferme le misure di cui al Piano di sorveglianza nazionale per l’encefalo-mielite di tipo West Nile negli animali (Dm  29 novembre 2007 e successive modifiche ed integrazioni).

Sorveglianza attiva nei confronti delle persone che lavorano o vivono in aree interessate da infezioni nei cavalli (area affetta). L’obiettivo di questa sorveglianza è sensibilizzare le persone che lavorano o vivono in aree in cui la presenza di zanzare infette è documentata (es. intorno a scuderie interessate da infezioni nei cavalli) ad adottare misure idonee a ridurre il rischio di essere punti e permettere una diagnosi tempestiva di eventuali casi clinici.

Modalità di attuazione della sorveglianza in soggetti esposti

Quando giunge al Servizio veterinario una segnalazione di sospetto clinico di WND nel cavallo, all’atto del primo sopralluogo, in cui si preleva il sangue dell’animale o degli animali coinvolti e viene ricostruita la storia dei movimenti recenti dello/degli stesso/i, viene raccolto dal Servizio veterinario competente, di concerto con il Servizio della medicina del lavoro/igiene pubblica, anche l’elenco dei lavoratori addetti alla scuderia e delle eventuali persone che risiedono stabilmente negli edifici annessi alla stessa. Per le modalità di attuazione della sorveglianza dei casi umani in aree affette ci si riferirà alle relative modalità organizzative definite a livello regionale. I dati della sorveglianza veterinaria sono messi a disposizione sul sito del CESME.

Nel caso che gli accertamenti sugli animali diano luogo ad un primo referto di laboratorio positivo, il Dipartimento di Prevenzione contatterà attivamente le persone sopra indicate per informarle ulteriormente circa le misure di precauzione da adottare per ridurre la probabilità di essere punte dalle zanzare e per sensibilizzarle a ricorrere tempestivamente ad un sanitario, riferendo la possibile esposizione a zanzare portatrici di virus West Nile, in caso di insorgenza di sintomi quali: febbre >38,5°C accompagnata da mialgia, astenia, cefalea; linfoadenopatia; esantema maculopapulare; rigidità nucale; sintomi neurologici.  Le stesse procedure per la sorveglianza attiva sopra descritte, andranno attuate anche nei casi di infezione asintomatica autoctona recente nei cavalli di uno stesso allevamento.

Nelle zone interessate dai casi animali di WND vanno effettuati interventi focali di disinfestazione con adulticidi ad azione residuale per il trattamento murale di interni. Prodotti ad azione prevalentemente abbattente (utilizzati a basso volume) saranno, invece, adottati in presenza di casi umani in aree fortemente antropizzate. Le Aziende Unità sanitarie locali devono operare, nei limiti possibili, a supporto della valutazione dell’attività di disinfestazione in carico ai Comuni. Va, inoltre, sottolineato che la ricerca e il trattamento con prodotti larvicidi dei focolai larvali di Culex pipiens, generalmente legati a raccolte d’acqua con elevata carica organica, risulta di primaria importanza nel controllo della WND.

Laddove si sospetti una circolazione di WNV, è opportuna, inoltre, l’attivazione di una specifica sorveglianza entomologica, organizzata e gestita a livello regionale, che preveda la cattura di esemplari di zanzara da sottoporre ad analisi per la ricerca del virus e una conseguente migliore definizione dell’ambito di circolazione dello stesso nel territorio interessato.

I campioni di zanzare positivi saranno inviati al Laboratorio Nazionale di Riferimento per gli Arbovirus dell’Istituto Superiore di Sanità e, per eventuali diagnosi entomologiche, al Centro di Riferimento per la sorveglianza e il controllo di Aedes albopictus in Italia.

A cura Ufficio stampa Sivemp Veneto – 10 luglio 2014 

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