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Specialistica ambulatoriale. Fespa a Lorenzin: «Fondamentali per rilancio dei servizi sanitari territoriali e la prevenzione»

1fespaA Roma il primo Congresso nazionale della Federazione Specialistica Ambulatoriale, Fespa, nuovo soggetto sindacale al quale aderiscono 8 sigle e che, con il 6,7% della rappresentatività, si afferma come terzo sindacato dell’area. Eletti i vertici della Federazione: presidente, Cosimo Trovato; vicepresidente Marcello Di Franco; segretario organizzativo, Pasquale Selce; tesoriere, Carlo Maria Petrangeli.  Rafforzare il territorio è possibile solo puntando sulla valorizzazione di tutte le figure professionali che vi operano. Tra queste, strategica è quella degli specialisti ambulatoriali. L’applicazione e definizione della convenzione del 2015, in questo senso, è uno snodo fondamentale di questo nuovo sviluppo dell’organizzazione dei servizi sanitari. Per fare tutto ciò, per dare gambe a questa sfida nasce Fespa: semplice federazione fino al 2015, si presenta, da oggi, più forte e compatta nel panorama sindacale della Specialistica Ambulatoriale: otto sigle costitutive (Anaao, Aogoi, Fesmed, Fp Cgil Medici, Simmat, Sivemp, Smi, Snubci) oltre mille affiliati, terzo sindacato rappresentativo dell’area con il 6,7 % (al 1 gennaio del 2016).

Nel corso dei lavori sono state indicate le linee direttrici di Fespa, partendo dalla premessa di una necessaria e maggiore integrazione con tutte le figure del territorio e del mondo ospedaliero, permettendo una nuova sinergia tra di esse: Promuovere un incremento delle prestazioni diagnostiche e strumentali, in un momento in cui si assiste alla rifunzionalizzazione degli Ospedali, per potere sopperire all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche; Favorire campagne d’informazione sui corretti stili di vita e prevenzione delle patologie, in special modo nelle fase pre-pubere e adolescenziale.

Quindi, in un ambito prettamente sindacale si chiederà che nel prossimo contratto dell’area si riveda la definizione delle funzioni dei cosiddetti Comitati Zonali e Regionali, cercando di riequilibrarne le prerogative. Non solo, Fespa si prefigge di arrivare a una perequazione tra i medici, i medici veterinari e le altre professionalità che ricadono nell’ambito dell’ACN del dicembre 2015. Infine, da oggi parte un nuovo soggetto sindacale, cominciamo un nuovo cammino, forti delle nostre proposte, della nostra professionalità, della nostra serietà e della nostra voglia di dare battaglia per una nuova e più moderna sanità pubblica.

Nel corso dei lavori si è, quindi, tenuta una tavola rotonda sui temi dell’assise, alla quale hanno partecipato: Pina Onotri (Smi), Giorgio Cavallero (Anaao-Assomed), Carmine Gigli (Fesmed), Giosué Di Maro (FP CGIL medici), Aldo Grasselli (Sivemp), Francesco Aragno (Simmat) e Giuseppe Vitale (Snubci).

Con una osservazione che parte dal quadro politico generale, Aldo Grasselli (Sivemp), saluta con soddisfazione la nascita di Fespa: «In una stagione storica in cui la politica ha marginalizzato il sindacato, con piacere registriamo che sindacati diversi si sono unificati mentre la politica si scinde. Solo questo, che è di buon auspicio, dimostra che la classe dirigente di questo paese esiste ed è radicata nei corpi intermedi, in quei sindacati che sanno valorizzare le differenze e coniugarle in soluzioni strutturali concertate».

Pina Onotri (Smi), ha continuato insistendo su due questioni, sulle quali la specialistica ambulatoriale deve avere un ruolo centrale: «L’alleanza medici e cittadini per modernizzare la sanità pubblica, per una assistenza basata sulla medicina di iniziativa, senza rigidi schemi organizzativi, per rispondere adeguatamente alla mutata domanda di salute, principalmente invecchiamento della popolazione e cronicità. Quindi il recupero di centralità del medico per una nuova e grande riforma del settore con risorse adeguate».

Da questa ultima riflessione Giorgio Cavallero (Anaao), prende le mosse per sottolineare la forte, «difficoltà sui contratti, il sottofinanziamento del sistema», e denunciando «le false riforme e i tagli veri», e come «questa sia la realtà dei fatti e i problemi con cui dobbiamo confrontarci».

Giosué Di Maro (FP Cgil Medici), ha quindi messo in evidenza la centralità del ruolo degli specialisti: «Il nostro obiettivo è rilanciare la specialistica mettendo al centro il paziente. Se non facciamo un patto con i cittadini non andiamo da nessuna parte, soprattutto ora che la politica non ci aiuta». Impostazione questa, che riprende anche Francesco Aragno (Simmat): «In un SSN ideale la specialistica ambulatoriale è centrale perché garantisce un’assistenza efficace sul territorio a costi moderatamente contenuti riducendo la pressione sugli ospedali. Nostro obiettivo è valorizzare al massimo la professionalità e ottenere i finanziamenti per farlo. Siamo la Cenerentola, ma è arrivato il momento di partecipare al ballo». Carmine Gigli (Fesmed), ha in questo senso ricordato quanto sia, «fondamentale trovare una vera integrazione tra gli ospedali e il territorio nell’interesse del paziente». Giuseppe Vitale (Snubci), infine ha spiegato, quanto sia necessario «privilegiare il territorio rispetto all’ospedale, ribaltando ciò che è accaduto sino a oggi. E soprattutto applicare il principio dell’833, perché solo attraverso la prevenzione riusciremo a spendere meno per diagnosi e cura».

A conclusione dell’assise sono stati eletti i vertici di FESPA: presidente, Cosimo Trovato; vicepresidente Marcello Di Franco; segretario organizzativo Pasquale Selce; tesoriere, Carlo Maria Petrangeli.

2 marzo 2017

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