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Specializzazione «gratis», 287 medici veneti risarciti con 8 milioni. Vittoria in tribunale del Codacons

Maxirisarcimento di 7,8 milioni di euro per 287 medici specializzati nel Veneto che, assistiti dal Codacons, avevano avviato tramite l’associazione dei consumatori una causa finalizzata ad ottenere le remunerazioni loro spettanti e mai corrisposte durante gli anni di specializzazione.

«Tutto gira attorno alla direttiva comunitaria 76 del 1982, che imponeva agli Stati membri di corrispondere una determinata cifra agli specializzandi a partire dal primo gennaio 1983, ma che l’Italia cominciò ad applicare solo con l’anno accademico 1991/92 — spiega l’avvocato Gino Giuliano, che ha assistito i camici bianchi —. Di conseguenza tutti i medici che si sono specializzati dal 1983 al 1991 non hanno percepito nulla, perciò abbiamo fatto causa per ottenere il dovuto».

E la seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha riconosciuto ai 287 dottori veneti, tutti ammessi alle scuole di specializzazione prima dell’anno accademico 1991/92, un indennizzo medio di oltre 27 mila euro ciascuno. «Si tratta del quarto successo giudiziario in tre anni per il Codacons sul fronte dei medici specializzati cui lo Stato, nonostante le norme europee in materia, non ha mai erogato le remunerazioni loro spettanti — dice il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi —. Già centinaia di dottori, che in passato hanno visto riconosciute in tribunale le loro ragioni, sono stati interamente liquidati mediante l’emissione di appositi vaglia da parte di Bankitalia. Ora al governo Letta non resta che predisporre il nuovo pagamento, in esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma. In caso contrario si procederà a formale pignoramento nei confronti della Presidenza del Consiglio». La causa è durata tre anni, ma in corso ci sono altri procedimenti simili. «Assistiamo gruppi di ricorrenti, che così sostengono spese legali minime — dice ancora l’avvocato Giuliano —. Basta che sottoscrivano l’iscrizione al Codacons per due anni». Lo staff legale dell’associazione comunica dunque che, alla luce dei recenti successi ottenuti nelle aule di giustizia, è ancora possibile per i medici specializzati italiani partecipare alle azioni legali promosse, seguendo le istruzioni indicate sul sito www.codacons.it.

La nuova vittoria in tribunale segue quella ottenuta lo scorso novembre al Tribunale del Lavoro di Padova, che ha condannato il ministero della Salute a risarcire 600 specializzandi immatricolati all’Università della città del Santo dal 1994 al 2006 con 23 milioni. Il motivo? «La mancata emanazione dei decreti di rideterminazione delle borse di studio». Negli anni i ricorrenti hanno percepito sempre uno stesso importo di 925,31 euro al mese stabilito (allora in lire) nel 1991, ma mai aggiornato. A partire dal primo gennaio 1992 la borsa di studio avrebbe dovuto essere adeguata al tasso programmatico di inflazione, che sale ogni anno, e rideterminata ogni triennio con decreto del ministero della Salute, in base al miglioramento tabellare previsto dal contratto nazionale di lavoro del personale sanitario. Invece, dopo un primo passaggio da 925,31 a 966,96 euro al mese (sempre lordi e comprensivi di tasse universitarie e assicurazione), l’iter si è bloccato. E invece di concedere prima un incremento a 1700 e poi a 2367,26 euro, tutto è rimasto com’era. Morale: ogni ricorrente percepirà un differenziale tra il ricevuto e il dovuto di 1400 euro al mese per gli anni 2004, 2005 e 2006 e di mille per il triennio precedente, a risarcimento dei danni

Corriere del Veneto – 15 gennaio 2014 

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