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Spending, la road map. Mobilità per il personale pubblico, via le differenze contrattuali tra comparti. Subito stretta su auto blu

statali091Il piano complessivo. A febbraio sarà pronta la ricognizione dei 25 gruppi di lavoro, a marzo via gli enti inutili e costi e fabbisogni standard a tappeto. Il nodo «statali». Si punta alla mobilità, anche territoriale, eliminando le differenze contrattuali tra comparti pubblici, ma i sindacati sono in «allerta». Tutti a piedi: direttori generali, capi dipartimento e alti funzionari ministeriali. Ma anche sottosegretari e, forse, i viceministri. La nuova stretta sulle auto blu sta per arrivare e costituirà una sorta di antipasto del piano di primavera sulla revisione della spesa al quale sta lavorando la task force del commissario straordinario, Carlo Cottarelli. Entro gennaio il pacchetto di restrizioni sui veicoli di servizio sarà pronto e sarà sottoposto al Governo per la “valutazione politica”.

Un pacchetto che potrebbe essere integrato da un giro di vite sulle consulenze di ministeri, Regioni e Comuni.

L’intervento sul “parco auto” riguarderà tutte le amministrazioni centrali e, con ogni probabilità, anche gli enti locali. Che sono destinati a subire una limitazione delle vetture di servizio non solo numerica ma anche in termini di “cavalli”: si sta infatti valutando la possibilità di consentire l’utilizzo di sole “utilitarie” alle amministrazioni territoriali, che (dati del Formez alla mano) nonostante gli interventi di razionalizzazione degli ultimi anni ancora non riescono a sottrarsi al “vizietto” delle auto blu. I sindaci, se non riusciranno proprio a optare per la bicicletta come ha fatto il primo cittadino della capitale, Ignazio Marino, non potranno pretendere più di una “city car”.

La stretta, comunque, interesserà in prima battuta le amministrazioni centrali. Del resto tra in primi atti compiuti da Cottarelli nell’insediarsi al ministero dell’Economia c’è stato proprio quello di rinunciare all’auto blu, peraltro non prevista nella gran parte dei Paesi europei.

Tra le opzioni più gettonate c’è quella di limitare a 5 o 10 veicoli il numero delle auto di servizio a disposizione di ogni ministero. Con l’esclusione di un paio di dicasteri (ad esempio il Viminale) per i quali potrebbe essere previsto un parco auto leggermente più ampio ma comunque limitato rispetto all’attuale. L’autovettura di servizio verrebbe garantita solo al ministro (e anche in questo caso con una limitazione della cilindrata). I sottosegretari e tutti gli altri alti funzionari dei dicasteri dovrebbero utilizzare una delle restanti auto solo per le reali emergenze o per gli impegni più gravosi.

Ma ai primi posti dell’agenda di Cottarelli non ci sono soltanto le auto blu. Già il prossimo mese dovrebbero cominciare ad arrivare le prime indicazioni dai 25 gruppi di lavoro costituiti dal commissario straordinario. Anche perché entro febbraio sarà completata la ricognizione tecnica per definire le misure da approvare tra marzo e la fine della prossima primavera con l’obiettivo di recuperare per il prossimo anno una prima consistente fetta di risorse. E rendere perseguibile l’obiettivo fissato dal Governo: 32 miliardi di risparmi nel 2016. Che per la quota eccedente quelli già ipotecati dalla legge di stabilità per i vincoli di bilancio (3,6 miliardi nel 2015 e 8,3 nel 2016) potranno essere destinati alla riduzione del cuneo ma non automaticamente.

Tra le misure quasi certe ci sono l’adozione a tappeto di costi e fabbisogni standard (già prevista per la sanità), l’eliminazione degli enti inutili e la riorganizzazione del personale pubblico con il ricorso alla mobilità. Da calibrare sulla base delle reali esigenze struttura per struttura travasando il personale dagli uffici con esuberi a quelli con carenze d’organico. Il tutto affidando la gestione dell’operazione anche i dirigenti ai quali dovrebbero essere attribuite funzioni da veri e propri manager.

Un meccanismo che dovrebbe essere attivato con la creazione di un’unica tipologia di contratto per tutti i dipendenti eliminando le attuali differenze per singoli comparti. Ma proprio su questo punto rischia di aprirsi un braccio di ferro tra governo e sindacati. La mobilità in ogni caso scatterà nell’ambito dell’operazione di razionalizzazione degli enti inutili.

Il Sole 24 Ore – 27 dicembre 2013 

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