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Spending review. Affari sociali, parere favorevole con osservazioni

Apprezzata, in linea generale, la decisione di recuperare risorse finanziarie attraverso la progressiva eliminazione degli sprechi in ambito sanitario la Commissione Affari Sociali della Camera esprime parere positivo sul decreto che razionalizza la spesa pubblica che da giovedì sarà in Aula

 Dopo il primo via libera da parte del Senato il decreto sulla spending review è al vaglio della Camera. Le Commissioni competenti stanno esaminando il testo prima che questi arrivi in Aula, voto previsto per giovedì.

Ieri la Commissione Affari Sociali per le parti di competenza ha affrontato il nuovo testo di legge. Il relatore, Lucio Barani, Pdl alla luce del dibattito svoltosi nella seduta precedente ha illustrato la proposta di parere favorevole votata dalla Commissione.

In particolare, si legge nella proposta, “apprezzata, in linea generale, la decisione di recuperare risorse finanziarie attraverso la progressiva eliminazione degli sprechi in ambito sanitario”, e tra l’altro “considerato che si estende il meccanismo della compensazione con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo anche per i crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali e che vengono soppresse alcune disposizioni circa la modalità di certificazione in compensazione dei crediti maturati nei confronti degli enti del Sistema sanitario nazionale dando pari dignità ai debiti e ai crediti detenuti dalle società che lavorano con il Ssn” la Commissione esprime parere favorevole.

Però con le seguenti osservazioni: ?”valutino le Commissioni di merito l’opportunità di modificare l’articolo 7 del decreto-legge, con riferimento alla previsione di un duplice canale per gli acquisti dei beni, al fine di consentire anche la possibilità di acquistare prestazioni di servizi e beni, se più convenienti, attraverso gare aziendali”.

E inoltre “valutino le Commissioni di merito l’opportunità di inserire, all’articolo 13-bis del decreto-legge, la previsione per cui siano certificati, limitatamente ai casi in cui non sia possibile procedere al pagamento per mancanza di fondi liquidi, i crediti vantati dai fornitori del Servizio sanitario nazionale e dei Servizi sanitari regionali che siano certi, liquidi ed esigibili, al fine di consentire al creditore la compensazione con le imposte dovute nell’anno in corso o con somme già iscritte a ruolo, prioritariamente per le aree colpite da calamità naturali a partire dal 1 gennaio 2009”.

quotidianosanita.it – 26 giugno 2012

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