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Spending review: il decreto legge in Gazzetta Ufficiale. Acquisti di beni e servizi, sanità nel mirino

1a1a1_agazzetta_uffIl decreto legge 7 maggio 2012, n. 52 «Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica», la spending review del Governo Monti, è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 dell’8 maggio ed entra in vigore da oggi, mercoledì 9 maggio. Il decreto, approvato dal Consiglio dei ministri del 30 aprile, prevede un maxi risparmio da almeno 80 miliardi sui costi della pubblica amministrazione e la sanità è coinvolta perché «l’aumento dei costi di produzione dei servizi pubblici (scuola, sanità, difesa, giustizia, sicurezza) non è stato accompagnato da un adeguato livello di qualità», si legge nella spiegazione della spending review data dallo stesso Cdm al momento dell’approvazione del decreto.

Anzi, queste spese, secondo i dati Istat, sono cresciute in trenta anni, dal 1980 al 2010, molto più rapidamente dei costi di produzione dei beni di consumo privati. «Se i costi del settore pubblico fossero aumentati nella stessa misura del settore privato – prosegue l’illustrazione del Dl – la spesa per i consumi collettivi oggi sarebbe stata di 70 miliardi di euro più bassa».

E sempre la sanità, con un attenzione particolare alla spesa per beni e servizi, è tra le “anomalie” del sistema della spesa pubblica. Anzi, fa da esempio: «La quarta (anomalia, ndr.) riguarda l’evoluzione della spesa e la sua governance. Negli ultimi vent’anni, ad esempio, la spesa sanitaria è aumentata passando dal 32,3 per cento al 37 per cento del totale della spesa pubblica mentre la spesa per l’istruzione è scesa dal 23,1 per cento al 17,7 per cento. Ciò è dovuto in parte all’andamento demografico, in parte a decisioni che riguardano la sfera politica e la struttura degli interessi costituiti».

La spending review prevede che ciascun ministro proponga entro il 31 maggio un piano di revisione e riduzione della spesa sostenuta all’interno del proprio dicastero. A sua volta il neocommissario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi delle Pa nominato ieri (Enrico Bondi) deve presentare entro 15 giorni il cronoprogramma delle attività da mettere in cantiere.

Accanto al commissario straordinario previsto dal Dl approvato e destinato a restare in carica un anno, per effetto della direttiva del premier Mario Monti nasce un Comitato presieduto dallo stesso Monti formato dai ministri dei Rapporti con il Parlamento (Giarda) e della Pa (Patroni Griffi), dal viceministro all’Economia (Grilli) e dal sottosegretario alla presidenza (Catricalà).

Il comitato dei ministri previsto dalla direttiva dovrà sovrintendere alla riorganizzazione della spesa messa in atto con i progetti presentati dai vari dicasteri entro il 31 maggio. A sua volta il neocommissario Bondi passerà al setaccio gli acquisti della Pa che, in base al Dl, potranno utilizzare anche canali più favorevoli dal punto di vista del prezzo rispetto a quelli Consip.

Le leve da utilizzare per produrre risparmi sono la revisione dei programmi di spesa, il calo dei dirigenti, la razionalizzazione dei servizi, la riduzione di enti vigilati e società pubbliche, la riduzione della spesa per le locazioni, l’estensione alle società in house dei vincoli sulle consulenze, il divieto di spese per convegni, l’impugnazione delle sentenze di primo grado sui miglioramenti economici nella Pa.

IL TESTO DEL DECRETO PUBBLICATO IN GAZZETTA

Cosa e stato fatto finora

La ricognizione della spesa

Sole 24 Ore Sanità – 9 maggio 2012

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