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Spending review. Quattro donne nella squadra anti sprechi. La strategia modello Usa di Cottarelli

Al Quirinale , dove ieri è stato ricevuto dal Presidente Giorgio Napolitano, Carlo Cottarelli, il nuovo commissario alla spending review è andato a piedi.

La distanza relativamente breve da percorrere dal ministero dell’Economia in via Venti Settembre e la bella giornata hanno facilitato il compito ma in ogni caso Cottarelli, assumendo il suo incarico, come prima cosa, ha rinunciato all’auto di servizio chiarendo che si sarebbe mosso a piedi e semmai avrebbe preso, a sue spese, il taxi.

Sul colloquio al Colle nulla di ufficiale è stato riferito, ma è molto probabile che il commissario arrivato da Washington, abbia esposto a Napolitano le nuove linee del suo piano di lavoro, quello che si appresta a illustrare in Parlamento il prossimo 13 novembre. E gli abbia soprattutto spiegato il metodo che seguirà per centrare l’obiettivo di «riuscire dove gli altri prima di lui hanno fallito» come mercoledì sottolineava con un lungo articolo dedicato all’Italia il Financial Times. Il prestigioso quotidiano britannico ha addirittura definito Cottarelli lo «zar» della spesa pubblica rilevando come il suo arrivo a Roma abbia fatto risalire le «speranze» di poter tagliare «i famigerati» sprechi nel budget italiano.

Cottarelli, che è tornato in Italia dopo venticinque anni passati a Washington al Fondo monetario internazionale dove è arrivato a occupare l’incarico di responsabile del Dipartimento degli Affari Fiscali, ha tutte le intenzioni di vincere la sfida. Col trasferimento ha ridimensionato il suo stipendio (rinunciando al 15% della retribuzione lorda di 300 mila euro riservata in Italia ai massimi dirigenti pubblici) ma ha conservato i metodi più informali e collegiali del lavoro made in Usa.

E così, dopo aver incontrato i maggiori esperti di spesa pubblica, i suoi predecessori e le varie personalità istituzionali, si è subito occupato di formare la sua squadra, quella che lo aiuterà nell’ambizioso compito: 10 persone esperte, provenienti dallo stesso ministero dell’Economia e da quello dello Sviluppo, dal Parlamento, e dalla Guardia di Finanza. Del gruppo 4 sono donne mentre dalle Fiamme Gialle sono arrivati un ufficiale e un sottoufficiale. Tra i collaboratori di Cottarelli ci sono infine due funzionari in pensione della Corte dei Conti e della Banca d’Italia che lo affiancheranno nel lavoro senza ricevere compenso. Una squadra compatta, che lavorerà assieme senza personalismi secondo il metodo sperimentato dal nuovo commissario appunto al Fmi, dove a contare nel lavoro è la somma delle esperienze del team . Sarà comunque diverso anche l’approccio alla spending review di Cottarelli rispetto a chi l’ha preceduto. A individuare gli sprechi e i relativi tagli e risparmi saranno infatti gli stessi interessati, cioè i responsabili e gli esperti dei vari centri di spesa, ministeri o enti coinvolti assieme sui singoli temi mentre il commissario e la sua squadra coordineranno il confronto e tireranno le conclusioni. Sarà quindi Cottarelli ad individuare gli interventi necessari e a proporli al Comitato interministeriale per la revisione della spesa pubblica a Palazzo Chigi. Obiettivo minimo: tagliare 3 miliardi e mezzo di euro entro il 2015.

Stefania Tamburello – Corriere della Sera – 8 novembre 2013 

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