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Stato-Regioni: i provvedimenti all’odg Conferenza di oggi

Sulla legge di stabilità i presidenti decideranno oggi gli emendamenti da presentare al Governo, mentre per quanto riguarda la proposta di legge sull’equiparazione per l’accreditamento delle strutture private a quelle pubbliche, è stata la commissione Salute a tagliare corto con un parere di fatto già recepito (e diiffuso) dai governatori.

In cui si boccia il provvedimento perché – è la motivazione principale – «non si ritiene condivisibile l’obiettivo alla base della proposta di realizzare una totale equiparazione fra strutture pubbliche e private in materia di accreditamento e remunerazione, enfatizzando il ruolo delle associazioni degli erogatori privati nella definizione dei sistemi di remunerazione».

Secondo la commissione Salute infatti «la diversa mission che il il Dlgs 502/92 affida alle strutture pubbliche del Ssn, incaricate di garantire la natura universalistica del sistema, rispetto agli erogatori privati, che devono integrare la loro offerta con quella pubblica per ottimizzare l’uso delle risorse, richieda una differente applicazione degli strumenti oggetto della proposta di modifica. Basti pensare – si legge nel parere delle Regioni – ai servizi preposti all’emergenza/urgenza, per comprendere come il finanziamento a funzione richieda criteri differenziati di applicazione fra le strutture pubbliche, che impegnano ingenti risorse nell’assicurarli, e quelle private orientate ad offrire una assistenza programmata».

Per il resto i pareri sono praticamente tutti positivi sulle proposte di accordo, intesa o sugli schemi di provvedimenti sottoposti ai governatori.

Riparti. Via libera anzitutto a una serie di riparti: quaota vincolata per gli hanseniani sul fondo 2009, quote vincolate per la fibrosi cistica sul fondo 2010 e 2011

Sicurezza sul lavoro. Sulla sicurezza sul lavoro parere favorevole delle commissioni competenti allo schema di decreto interministeriale Salute-Interno sulle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi negli ambineti di lavoro. il Dm fornisce schemi dettagloaiti e divisi per moduli e la modulistica relativa che dovranno utilizzare i datori di lavoro (di imprese con più di 50 dipendenti: quelle inferiore seguono una procedura già in precedenza approvata e comunque ri-alegata allo schema di decreto) nella valutazione dei rischi.

Farmacie dei servizi. Parere favorevole in commissione anche sullo schema di decreto Salute-Economia (in Unificata) sui criteri in base ai quali subordinare l’adesione delle farmacie pubbliche ai nuovi servizi. Il Dm indica quattro criteri comuni: osservanza delle indicazioni speciali e generali dei rispettivi Piani socio sanitari regionali; preventiva comunicazione all’azienda sanitaria territorialmente competente, da parte del titolare o del direttore della farmacia, della volontà di erogare i nuovi servizi di cui al decreto legislativo 153/2009 (sulla farmacia dei servizi); invarianza della spesa sanitaria e comunque aderenza alle norme vigenti in materia di patto di stabilità riguardanti gli enti locali, senza maggiori oneri per la finanza pubblica e senza incrementi di personale secondo quanto stabilito dalle vigenti normative inerenti la forma giuridica scelta per la gestione delle farmacie comunali; adesione alle iniziative di collaborazione interprofessionale dei farmacisti delle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, con particolare riferimento alle attività di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo.

Costi e fabbisogni standard. Dubbi – e rinvio ai presidenti – delle commissione invece sullo schema di Dpcm con cui si definiscono i criteri di qualità dei servizi, appropriatezza ed efficienza per la scelta delle Regioni di riferimento nella definizione dei costi e fabbisogni standard. Secondo il provvedimento sono Regioni di riferimento le tre scelte dalla Conferenza Stato-Regioni tra le cinque indicate da Salute ed Economia. Le cinque Regioni eligibili devono comunque avere i seguenti requisiti: – aver garantito l’erogazione dei Lea; aver garantito l’equilibrio economico finanziario del bilancio sanitario regionale; non essere assoggettate a Piano di rientro, essere risultate adempienti come verificato dal Tavolo di verifica degli adempimenti.
Gli ultimi ritocchi prevedono, come richiesto dalle Regioni, anche il parere della Stem, ma la commissione Salute di ieri ha concordato all’unanimità di evidenziare in una nota alla Conferenza le criticità e le incongruenze dello schema di decreto derivanti dalla normativa di riferimento ossia le disposizioni del Dlgs n. 68/2011. Ha sottolineato anche come le recenti manovre finanziarie abbiano di fatto superato l’attuazione del federalismo fiscale nonchè la necessità di riprendere il percorso interrotto dal Governo sulla realizzazone dei costi standard.

Attestati di esenzione per le cronicità. Parere favorevole della commssione invece all’accordo per la definizione dei tempi minimi di validità dell’attestato di esenzione per patologia cronica e invalidante. L’accordo contiene uno schema con tutti i riferimenti relativi alle patologie di cui tratta e prevede che il periodo minimo di validità dell’attestato di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie è indicato per le malattie e le condizioni individuate. Le Regioni possono comunque fissare periodi di validità dell’attestato più lunghi di quelli indicati nelll’allegato all’accordo. In occasione del rinnovo degli attestati, inoltre, le aziende sanitarie rilasciano i nuovi attestati con validità non inferiore a quella fissata dal presente decreto. Le Regioni individuano anche la procedura per acquisire le informazioni relative all’esecuzione della procedura interventistica che condiziona la durata di validità dell’attestato, per l’aggiornamento degli archivi.

Preparazioni galeniche. Intesa possibile invece sullo schema di Dm sella Salute sui «Requisiti relativi agli esercizi commerciali che allestiscono preparazioni galeniche officinali che non prevedono la presentazione di ricetta medica», provvedimento già all’ordine del giorno della conferenza di luglio.

Esami di laboratorio per donatori di cellule e tessuti. Parere favorevole «per forte senso di responsabilità istituzionale e per non bloccare l’erogazione delle risorse, nonostante questo tipo di riparto sia stato finora oggetto di intesa ai sensi dell’art. 115, comma 1, lettera a) del d. lgs 31 marzo 1998, n. 112» da parte della commssione Salute alla proposta della Salute per i criteri di ripartizione tra le Regioni, per gli anni 2011, 2012, 2013 e 2014, delle risorse da destinare agli esami di laboratorio a cui devono essere sottoposti i donatori di tessuti e cellule. La commssione Salute ha fatto presente «che non si condivide la posizione espressa dal ministero della Salute che ritiene corretta, contrariamente a quanto finora sancito in sede di Conferenza Stato/Regioni, l’espressione del parere per il provvedimento in esame in quanto non afferisce al riparto a favore delle Regioni delle risorse relative al Psn. Nel sottolineare l’eccezionalità dell’espressione di questo parere – si legge nel documento della commissione Salute – che deve essere circoscritto solo a questo provvedimento, si propone di ribadire in sede di Conferenza Stato – Regioni che tutti i riparti di fondi e di risorse tra le Regioni e PP.AA. che riguardano la sanità devono essere sanciti tramite intesa per la rilevanza che hanno in questa materia».

Designazioni. Infine, decisa una serie di segignazioni.

La prima riguarda la designazioni di diciassette componenti del Centro nazionale per i trapianti. Sono stati scelti dalle Regioni: Antonio Famulari (Abruzzo e Molise); Angelo Saracino (Basilicata) Pellegrino Mancini (Calabria); Oreste Cuomo (Campania) Lorenza Ridolfi (Emilia Romagna); Antonella Bulfone (Friuli V. G.)Domenico Adorno (Lazio); Sergio Vesconi (Lombardia); Francesca De Pace (Marche); Antonio Amoroso (Piemonte); Francesco Paolo Schena (Puglia); Carlo Carcassi (Sardegna); Vito Sparacino (Sicilia); Giuseppe Bozzi (Toscana); Lucia Pilati (Trento); Alessandro Montedori (Umbria); Emanuele Cozzi (Veneto).

La seconda è relativa a tre responsabili delle strutture di coordinamento intraregionale ed interregionale del Comitato Direttivo del Centro nazionale sangue. Sono stati scelti Michele Scelsi (Puglia); Attilio Mele (Sicilia) e Rosa Chianese (Piemonte).

Infine, in sostituizione di un componente della Steam è stata desiganata Lucia Borsellino

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