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Strada in salita per i rimborsi del 730. La stretta oltre i 4mila euro impone di valutare le spese da portare in detrazione e i vecchi crediti

C’è un rischio in più per chi presenterà il modello 730 quest’anno. Per i contribuenti con familiari a carico o eccedenze d’imposta dalle dichiarazioni precedenti, i rimborsi oltre 4mila euro non arriveranno più in busta paga entro l’estate, ma dovranno passare al vaglio delle Entrate. E saranno versati, se tutto risulterà in regola, con tempi molto più lunghi e senza un termine prestabilito.

La stretta sui rimborsi è contenuta nella legge di stabilità per il 2014, ma per capire quanto inciderà sulle tasche dei contribuenti bisogna risalire alle ultime statistiche delle Finanze. Di fatto, quasi tutti i 35 milioni di dipendenti e pensionati – che per lo più utilizzano il modello 730 – hanno una qualche detrazione da recuperare: spese sanitarie, interessi sui mutui, ristrutturazioni edilizie, polizze vita e così via. Il campo si restringe, però, se si considerano i paletti fissati dalla norma: intanto, occorre che il rimborso richiesto sia superiore a 4mila euro; e poi, bisogna che sia abbinato a detrazioni per carichi familiari o a eccedenze di imposta versate negli anni precedenti.

Numeri alla mano, 11 milioni di contribuenti hanno carichi familiari (il 40% dei dipendenti e il 20% dei pensionati), mentre 1,7 milioni di persone hanno versato più Irpef del dovuto con le ultime dichiarazioni. Se si guardano gli importi medi, si scopre che finiranno nella rete delle Entrate molti di coloro che hanno un reddito superiore a 75mila euro ed eccedenze d’imposta: in tutto, circa 100mila contribuenti.

A questi vanno poi aggiunti i soggetti con detrazioni oltre 4mila euro e figli o coniuge a carico. In questo caso, però, il dato medio non aiuta a stimare gli interessati, perché gli importi medi – anche per chi ha redditi elevati – superano di poco i 2mila euro. Certo, con le detrazioni extra-large per le ristrutturazioni edilizie (50%) e il risparmio energetico (65%) arrivare alla soglia-limite è molto più facile che in passato: per esempio, è sufficiente aver speso 60mila euro per lavori di muratura, 10mila euro per l’acquisto dei mobili e altri 12mila per gli infissi e l’impianto termico. Investimenti relativamente pesanti, ma basterebbe che uno su cento – tra i 6 milioni di beneficiari risultanti dalle ultime dichiarazioni – avesse speso cifre del genere per portare altri 60mila contribuenti sotto il controllo preventivo degli uffici.

Chi ha le carte in ordine non avrà nulla da temere, al limite potrà essere chiamato a portare ricevute e documenti all’Agenzia, ma rischierà di dover aspettare un po’ di tempo. Quanto? La legge non lo dice e per ora non ci sono indicazioni ufficiali. L’unico termine (ordinatorio) sono i sei mesi a partire dalla presentazione del 730 entro cui vanno eseguiti i controlli. Dunque, dall’estate 2014 – con il classico accredito in busta paga o nella pensione – il versamento slitterà facilmente al 2015.

Le Entrate hanno invece chiarito a Telefisco che le eccedenze d’imposta usate per pagare altri tributi con il modello F24 – come l’Imu o la Tasi – non saranno conteggiate ai fini dei controlli: il che è logico, perché dopotutto sono somme che il contribuente non chiede a rimborso.

Di certo, le nuove regole imporranno ancora maggiore attenzione prima di presentare la dichiarazione. Per esempio, nel comunicare tempestivamente che un figlio non è più a carico o nel non portare in detrazione una spesa “dubbia” che potrebbe far superare la soglia dei 4mila euro. Basti pensare ai contribuenti che hanno pagato i mobili con bonifico convinti che bastasse cambiare una serratura o un tubo del gas in cucina senza fare altri lavori.

Il Sole 24 Ore – 10 febbraio 2014 

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