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Studio Ue sull’indicazione obbligatoria dell’origine per le carni utilizzate come ingrediente

Nell’ambito del dibattito avviato sull’etichettatura dei prodotti alimentari, la Commissione Europea ha pubblicato la relazione sull’indicazione obbligatoria del paese d’origine o del luogo di provenienza per le carni utilizzate come ingrediente.

La relazione prende in esame le carni di tutte le specie (ad esempio le carni bovine e suine, il pollame, le carni ovine e caprine, la selvaggina e le carni di coniglio e di cavallo) utilizzate come ingrediente di alimenti preimballati e si propone di:

– valutare l’atteggiamento dei consumatori nei confronti dell’etichettatura d’origine delle carni utilizzate come ingrediente;

– esaminare la fattibilità di tale etichettatura;

– analizzare costi e vantaggi dell’introduzione di tali misure, segnatamente l’impatto giuridico sul mercato interno e l’impatto sul commercio internazionale.

La Commissione rileva un forte interesse dei consumatori per l’indicazione dell’origine delle carni utilizzate come ingrediente, masottolinea anche, come fra i possibili effetti negativi vadano rilevati l’aumento dei costi di produzione compreso tra il 15-20% e il 50%, un incremento dei costi per il maggiore carico amministrativo tra l’8% e il 12%, un impatto sui consumi per l’aumento dei prezzi”.

La relazione 

Il documento di lavoro

fonte: Sivemp – 18 dicembre 2013 

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