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Terremoto, lettera veterinario: “Così curo cani e gatti nelle tendopoli”

La lettera di Carl Erik Gherardi, un veterinario che racconta al Resto del Carlino la sua esperienza di volontariato nelle zone colpite dal terremoto.

“La situazione non è delle migliori. Il tutto ha avuto inizio giovedì scorso quando sono andato alla tendopoli di Sant’Agostino (Ferrara). Ho comprato prodotti (biscotti, paste, nutella, pane, latte acqua, spazzolini da denti, dentifricio, cibo animali, sapone, ect…..). Ho chiamato un mio cliente il cui padre è capo della Protezione Civile di Molinella. Mi ha accompagnato alla tendopoli per portare i viveri. Lì ho notato 5-6 persone con cani. Così mi è venuta l’idea pensando: se questa gente è uscita di casa alle 4 domenica 20 maggio e devono ancora rientrare, non avranno neanche un fazzoletto per soffiarsi il naso, figuriamoci se hanno prodotti per i cani. Così mi sono offerto (gratuitamente) di tornare sabato 26 nel pomeriggio per visitare gli animali degli sfollati e portare cibo e medicinali. Ho chiamato 2 persone per chiedere una mano. Angelo Golinelli che, senza farmi finire la frase, mi ha chiesto di quali farmaci avevo bisogno. Ho chiamato un’amica, Marilena Nanetti che, insieme a un suo collega Matteo Castellani, mi ha dato 60 chili di materiale tra cibo per cani e gatti. Così sabato mi sono presentato alla tendopoli e ho incontrato una ragazza che si chiama Valentina Vancini. E’ una ragazza che fa parte della Protezione Civile, ma è anche studentessa di Medicina Veterinaria a Bologna.Insieme abbiamo fatto il giro delle varie tendopoli chiedendo ai proprietari se avevano farmaci per gli animali (ovvero antiparassitari o antibiotici ed antinfiammatori). Ci siamo anche informati se gli animali avevano precedente patologie del tipo cardiopatici o se soffrivano di epilessia per fare in modo di fargli arrivare il farmaco necessario. Non sapendo se con i crolli delle abitazioni degli animali erano feriti, ho portato quello che pensavo importante. Infatti, la gente mi ha svuotato dei farmaci antiparassitari e di farmaci per la Filariosi. Devo dire che la risposta della gente è stato molto positiva e sono contento di averli aiutati. Anche perchè le tendopoli erano in mezzo a dei campi per cui c’era il rischio di infestazione di pulce e zecche che possano essere trasmessi all’uomo insieme alle malattie che portano tipo Ehrlichia, Borrelia (conosciuto come Malattia di Lyme) e Babesiosi per nominare alcune. Penso che è stato importantissimo garantire la protezione degli animali contro le pulce e zecche per quanto riguarda il livello socio-sanitario, ma anche per la Filariosi che può essere letale.

In tutto onestà, non ho fatto molto fatica per aiutare la gente. Ho tirato su il telefono e ho fatto 2 numeri. Ho avuto SUBITO una risposta positiva e così sono partito. Penso che questo è un esempio di come basta poco per fare molto. Mentre ero li Sabato, c’era una signora della Guardia Zoofila che stava progettando (insieme al veterinario dell’ASL) un canile di fortuna. Per correttezza abbiamo avertito l’ASL veterinaria per informarli del nostro operato.

In tutto questo, vorrei ringraziare col cuore le persone sopramenzionate (Valentina Vancini, Angelo Golinelli, Marilena Nanetti e Matteo Castellani) ma anche la Pubblica Assistenza di Castenaso per avermi messo a disposizione un loro mezzo. Infine grazie a Michele Accursi perchè tramite il suo lavoro la gente può venire a sapere che in questi momenti le cure arrivano agli sfollati ma anche ai loro piccoli amici”.

Il Resto del Carlino – 1 giugno 2012

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