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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Tracciabilità carne, l’Europa vuole mucche con chip “integrato”
    Notizie ed Approfondimenti

    Tracciabilità carne, l’Europa vuole mucche con chip “integrato”

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche16 Aprile 2012Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Per rendere sempre più sicura la carne che finisce nelle nostre tavole, a Bruxelles si sta discutendo di inserire i chip REID all’interno dei capi di bestiame

    Il libro dell’Apocalisse predice che l’Anticristo governerà il mondo controllando gli uomini attraverso un microchip installato sotto pelle. Nonostante le profezie bibliche invitino a diffidare dei microchip, l’Europa non se ne cura e, anzi, vuole utilizzare le più recenti tecnologie del settore per rendere più sicura la carne bovina e accantonare il pericolo della mucca pazza.

    Per rendere sempre più sicura la carne che finisce nelle nostre tavole, a Bruxelles si sta discutendo di inserire i chip REID all’interno dei capi di bestiame

    Da quando questo morbo ha destato clamore, spaventato il mondo e fatto ammalare animali e uomini i controlli sull’origine della carne bovina si sono notevolmente intensificati. Oggi sulle orecchie di vacche e vitelli sono ben in vista i marchi auricolari, cioè quelle etichette gialle poste sulle orecchie dell’animale che permettono di tracciare la sua storia personale. Il futuro, invece, è hi-tech: il Parlamento Europeo sta discutendo in merito a nuove norme per introdurre i chip REID nel controllo della carne.

    La tecnologia REID (Radio Frequency IDentification) è costituita da un transponder e da un dispositivo ricetrasmettitore che svolge la funzione di riconoscimento. L’identificazione viene svolta con l’ausilio di un computer palmare nel quale sono immagazzinati i dati dell’animale. Tramite il microchip, i cui dati sono inviati direttamente al computer, i veterinari potranno ripercorrere la storia del capo di bestiame in questione e segnalare l’eventuale provenienza sospetta.

    Questo nuovo regolamento modifica le norme instituite nel 2000, nelle quali sostanzialmente si confermavano i principi stabiliti a seguito della crisi dell’encefalopatia spongiforme bovina (Bse) nel 1997 quando furono instituiti i marchi auricolari, i registri tenuti presso ciascuna azienda e un passaporto individuale per ogni singolo animale con tutti i dati inerenti la sua storia personale.

    In questo periodo iniziale il nuovo Regolamento del Parlamento Europeo sulla tracciabilità della carne sarà volontario. Per ora i politici di Bruxelles, più che da eventuali usi futuri dei microchip, sono spaventati dalla poca familiarità che gli allevatori hanno con le nuove tecnologie.+

    International business times Italia – 16 aprile 2012

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