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Treviso. Uccide i gatti dei vicini di casa, vivaista condannato a quattro mesi

Quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e un risarcimento di 1.500 euro alla parte civile, rappresentata dalla Lega antivivisezione come ente esponenziale

Quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e un risarcimento di 1.500 euro alla parte civile, rappresentata dalla Lega antivivisezione come ente esponenziale. Questa la sentenza di condanna emessa mercoledì 24 luglio dal tribunale di Castelfranco Veneto nei confronti di Piergiorgio Porcellato, il noto vivaista finito a processo con l’accusa di maltrattamenti e uccisione di animali. L’uomo era stato rinviato a giudizio per la morte di due gatti, di proprietà di alcuni vicini, accusato di averli uccisi a colpi di fucile. A spingere il vivaista ad imbracciare il suo fucile da caccia, legalmente detenuto per uso sportivo, secondo l’accusa sarebbe stata l’insofferenza maturata contro i gatti dei vicini per le continue irruzioni nelle sue serre con il conseguente danneggiamento di piante e fiori. Per questo, nell’aprile e nel maggio del 2010, l’uomo avrebbe deciso di farsi giustizia da solo, caricando il fucile e facendo fuoco.

Porcellato avrebbe sparato dal vivaio che è posto vicino alla sua abitazione, verso le case dei vicini e dei loro gatti. Secondo la denuncia presentata ai carabinieri, sarebbero molti i felini domestici contro i quali l’uomo ha puntato il fucile e fatto fuoco, ma solo in due casi i proprietari degli animali sono riusciti a collegare i colpi esplosi al vivaista. Uno dei gatti raggiunti dalle cartucce sparate dall’uomo è stato ritrovato morto nel giardino di casa, un altro era invece gravemente ferito ed è stato salvato solo grazie all’intervento del veterinario. «Ne in sede d’indagine ne durante il dibattimento è stata dimostrata la responsabilità penale del mio assistito – spiega l’avvocato difensore Fabio Pavone -. Nessuno ha potuto affermare con certezza che è stato Porcellato a sparare contro quegli animali. Per questo ricorreremo in appello contro questa sentenza di condanna». A presentare la denuncia era stata la sezione trevigiana della Lav, che si è poi costituita parte civile: «E’ una sentenza molto importante – commenta l’avvocato e segretaria provinciale della Lav, Veronica De Pieri -, perché molto spesso queste uccisioni rimangono impunite. La condanna dimostra a tutti che uccidere un animale considerandolo una cosa di poco conto è un reato che viene invece punito. Gli «animalicidi» come quelli imputati a Porcellato sono fatti gravi non solo per i proprietari dei gatti, ma lesivi anche dell’attività della nostra associazione che si batte a difesa degli animali». Il Corriere del Veneto

«Giustizia è stata fatta»: l’europarlamentare Andrea Zanoni, tra l’altro vicepresidente dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali, plaude alla sentenza che ha condannato un vivaista di Riese a quattro mesi di reclusione e 1.500 euro di risarcimento danni per aver sparato a due gatti, uccidendone uno e ferendo gravemente l’altro. «Sono soddisfatto che la giustizia abbia fatto il suo corso. Solo arrivando a condanne come questa si può mettere un freno a maltrattamenti e uccisioni di animali che si verificano troppo spesso». La Tribuna di Treviso

27 luglio 2013 

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