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Un maggiordomo all’Usl 21. Sarà al servizio dei dipendenti per ridurre assenteismi e aumentare produttività

1a1a1_0aaaaaaaaaaaaaaaaamani-maggiordomoA parlar di «lussi» in tempi di «spending review», di risparmi all´osso, fa specie che in una pubblica amministrazione c´è chi possa permettersi – per fini non inutili, anzi – addirittura un maggiordomo. Si chiama proprio «Maggiordomo aziendale – Family friendly 21» il progetto che Daniela Carraro, direttore generale dell´Ulss21, ha presentato alla Regione. Il maggiordomo in ospedale, che ha l´obiettivo «di rendere meno stressante il lavoro dei 1.700 dipendenti», è stata idea talmente gradita da Venezia, che il governatore Luca Zaia ha deciso di finanziare per 35mila euro l´idea, aggiungendone altri 10 mila per il piano di formazione «E-learning», che consentirà un rientro più facile in azienda alle dipendenti che abbiano usufruito del congedo parentale o per trovare altre soluzioni simili per conciliare tempi familiari con quelli professionali.

Sul «maggiordomo aziendale» Carraro è però categorica: «Il titolo del progetto non inganni. Si tratta di un servizio, già presente nelle grandi aziende private, che serve a ridurre il tasso di assenteismo. Perché difficilmente un utente può capire che, quando un operatore lascia temporaneamente il posto di lavoro per sbrigare delle faccende private, lo fa rispettando la legge». Il «maggiordomo aziendale», infatti, sarà un addetto, assunto da una cooperativa esterna, che potrà svolgere, al posto del dipendente, mansioni varie: ritiro di esami diagnostici, spedizione e ricezione di raccomandate, pagamento di bollette e ticket e altre incombenze quotidiane.

«Questo eviterà», annota Carraro, «la richiesta di troppi permessi dal lavoro, eliminando la discontinuità nella prestazione dell´operatore, riducendone lo stress, con conseguente aumento della produttività». Il progetto è stato predisposto dal gruppo tecnico coordinato da Imelda Romano, psicologa della Direzione medica ospedaliera, Nicoletta Chiavegato, assistente sociale e rappresentante sindacale, Monica Rossini, responsabile della Formazione, e Mirco Croce, dell´ufficio Qualità dell´Ulss 21.

«Per usufruire dei servizi, che saranno gratuiti», aggiunge Carraro, «i dipendenti si rivolgeranno alla coordinatrice Romano della segreteria oganizzativa». Il direttore è soddisfatto del sostegno da Venezia ai due progetti «Family friendly»: «La nostra Ulss è stata l´unica in Veneto ad ottenere questo finanziamento, con l´Azienda ospedaliera universitaria di Verona e quella ospedaliera di Padova».

Il servizio di «maggiordomo» sarà svolto da personale di una cooperativa o da un disoccupato. Tutto questo per rendere la nostra azienda più amichevole nei confronti dei propri dipendenti e più efficiente per i cittadini».

L’Arena – 6 settembre 2012

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