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Università. Primi test d’accesso con il Pass. Oggi le prove di Veterinaria per 800 candidati. Le regole di Unipd per la ripresa dei corsi

Una giornata doppiamente significativa: oggi, infatti, non solo inizia – con il test di ingresso di Medicina veterinaria – la serie di prove di ammissione ai corsi universitari ad accesso programmato a livello nazionale, ma entrano anche ufficialmente in vigore le norme anti-Covid per gli atenei, con quello patavino che ha provveduto proprio ieri a pubblicare le linee guida per la ripresa delle attività didattiche in presenza.

Quello odierno sarà dunque un «test nel test»: sono circa 800 i pre-iscritti (per 80 posti disponibili all’ombra del Santo) che si cimenteranno nel padiglione 7 della Fiera alla prova di Medicina veterinaria, che si svolgerà in contemporanea con il resto d’Italia. Inizio alle 13.

I candidati, però, dovranno presentarsi molto prima: gli ingressi scaglionati – in ordine alfabetico – inizieranno infatti alle 9.30, perché gli studenti, oltre che all’identificazione, verranno sottoposti al controllo sia dell’autocertificazione attestante lo stato di salute che soprattutto del Green Pass, obbligatorio per effettuare il test al pari della mascherina Ffp2, da indossare per tutta la durata della prova.

Questa sarà solo la prima delle prove di ammissione ai corsi universitari ad accesso programmato calendarizzate da qui al 17 settembre: a chiudere la sessione sarà Scienze della formazione primaria, che vede al momento 752 pre-iscritti.

I test con più presenze saranno, come di consueto, quello di Medicina e Odontoiatria di venerdì 3 e quello delle Professioni sanitarie di martedì 14, che contano rispettivamente 2.968 e 3.362 candidati.

Tutte occasioni utili per oliare la macchina organizzativa in vista della ripresa delle lezioni, prevista per inizio ottobre: a tal proposito da Palazzo Bo sono state rese note le linee di indirizzo a cui tanto il personale universitario quanto gli studenti dovranno sottostare per poter tornare a usufruire degli spazi dell’ateneo.

Per entrare in aule, laboratori, biblioteche e uffici i diretti interessati non solo dovranno tassativamente avere il Green Pass (sia esso digitale o cartaceo) ma sono anche chiamati a compilare preventivamente sul sito Internet dell’Università una «dichiarazione di accesso alle strutture universitarie» che verrà inserita nel database dell’ateneo e di cui dovranno possedere una copia. Firmandola autocertificheranno di fronte all’ateneo di essere in regola o di possedere un idoneo certificato medico di esenzione.

Come specificato poi nelle linee guida, i Green Pass non verranno verificati sempre e comunque agli studenti: dovranno obbligatoriamente esibirlo solo se richiesto durante i controlli «a campione» all’ingresso nei locali dell’università, così da comprovarne l’effettivo possesso.

Nelle aule, inoltre, la capienza torna al 100% in caso di massiccia presenza degli studenti, che dovranno però continuare a indossare la mascherina per tutto il tempo delle lezioni. Chi è privo di certificazione potrà comunque seguire gli insegnamenti del primo semestre 2021/22 in quanto verranno erogati contemporaneamente in presenza e online.

Per gli esami, invece, non c’è alternativa: le linee di indirizzo sottolineano infatti che «il mancato possesso del Green Pass non è considerato motivo valido per presentare richiesta di sostenerlo online». Sarà dunque necessario aver come minimo effettuato un tampone entro le 48 ore antecedenti per poter svolgere la prova.

Per chi dovesse trovarsi bloccato da restrizioni sanitarie, niente paura. Le sessioni di esame online saranno assicurate «per gli studenti in quarantena o provenienti da aree per cui le normative prevedano restrizioni alla mobilità e per quelli con particolari patologie mediche».

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