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Usl 16, battaglia sulla nuova organizzazione. I sindacati: frammentazione della gestione del personale, ne risentirà la governance. Chiesto un incontro

Con l’attuazione del nuovo atto aziendale dell’Usi 16 arrivano le prime criticità. Sul piatto c’è la riorganizzazione dell’azienda con riferimento alle posizioni organizzative del comparto sanità che riguarda infermieri, amministrativi e tecnici del settore. L’azienda sanitaria padovana attuando le linee guida regionali dettate dalle schede ospedaliere, ha attivato il modello dipartimentale.

Secondo la Cisl la rivoluzione si è tradotta in una frammentazione della gestione del personale che non consente una buona governance. Prima c’era un referente per l’area ospedaliera, affiancato da un coordinatore per il Sant’Antonio e uno per Piove di Sacco; un referente per il territorio, affiancato da un coordinatore per i servizi sociali e uno per i distretti. Oggi rimangono i due referenti per l’area ospedaliera e territoriale ai quali si aggiungono i coordi natori dei dipartimenti che rispondono al direttore del dipartimento e non al servizio delle professioni come avveniva precedentemente. Spiega Fabio Turato della Cisl Fp: «II provvedimento adottato è una vera e propria rivoluzione, non si riduce a una questione economica, ma riguarda l’assetto organizzativo complessivo, tecnico-amministrativo, socio sanitario-territoriale e sanitario-ospedaliero in termini di responsabilità e funzioni. Riteniamo che le risorse assegnate alla parte sanitariaospedaliera non siano adeguate alle professionalità espresse. Così facendo si rischia di rendere ingovernabile tutto il sistema delle professioni sanitarie ospedaliere». Il fondo destinato all’Istituto è pari a 420 mila euro distribuiti a 67 persone che rappresentano la struttura organizzativa dell’Usi 16. In base alla responsabilità, c’è una differenzia zione dello stipendio percepito: si parte dalla fascia A con 3.500 euro all’anno per arrivare alla fascia E con 9 mila euro. «Stiamo lavorando a tutti i livelli per implementare le competenze dei professionisti sanitari nella logica di razionalizzare le risorse e dobbiamo puntare alla valorizzazione di questi professionisti che garantiscono una sanità di eccellenza nonostante siano senza contratto da 5 anni. Chiederemo subito un incontro per rivedere le posizioni assunte», aggiunge Turato.

Il Mattino di Padova – 26 novembre 2014 

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