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Utilizzo carni suine sarde all’Expo 2015: la risposta del Governo in Affari sociali della Camera. De Filippo: disponibili a cercare una soluzione

Nel pomeriggio di ieri il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, è intervenuto in commissione Affari Sociali alla Camera per rispondere ad alcune interrogazioni tra cui quella di Roberto Capelli (Pi)  sull’utilizzo all’EXPO di Milano di carni suine trattate termicamente provenienti dalla Sardegna. «L’Expo dà la deroga al divieto di importare carni extra europee, ma blocca quelle sarde. Interrogazione e risposta

Che non potranno arrivare nel Padiglione Italia a Milano. Serve un intervento del ministro della Salute» aveva scritto Capelli. De Filippo ha annunciato l’intervento del Ministero per favorire la presenza dei prodotti suini sardi all’Expo.

Questa la risposta di De Filippo: “La normativa europea in materia di Peste suina africana (direttiva 2002/60/CE e decisione di esecuzione 2014/709/UE) prevede l’adozione di misure cautelative e di salvaguardia, finalizzate a prevenire la diffusione della malattia su tutto il territorio europeo, tenendo in considerazione quanto previsto dal Codice sanitario dell’Organizzazione mondiale della sanità animale. Il territorio europeo, in conseguenza dei focolai di Peste suina africana, confermati in altri Stati membri (Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia) oltre che nella regione Sardegna, è stato differenziato sulla base del livello di rischio. Le diverse parti dell’allegato alla decisione n.?2014/709/UE sono state suddivise tenendo conto della situazione epidemiologica relativa alla malattia. La regione Sardegna è inserita nella parte IV dell’allegato stando a significare l’endemicità della malattia su tutto il territorio regionale, e non in parte di esso, alla stregua degli altri Stati membri coinvolti dalla peste suina africana. La richiesta di poter commercializzare, al di fuori dell’Isola, prodotti suini trattati termicamente, seppur rispondente ai requisiti della normativa vigente (Direttiva 2002/99/CE), deve necessariamente tenere conto dei dati epidemiologici e delle azioni intraprese dalle competenti Autorità della regione Sardegna per una valutazione del rischio della situazione sanitaria, requisito indispensabile per la concessione del regime derogatorio. Tale necessità trova fondamento nel fatto che le attività straordinarie di eradicazione della peste suina africana, approvate con Grant decision SANTE/VP/2015/IT/SI2.700815 del 30 gennaio 2015 e trasposte in un provvedimento regionale, non hanno ancora avuto concreto inizio nonostante gli impegni assunti dalla regione Sardegna con la Commissione europea e con il Ministero della salute”.

“È doveroso, inoltre – ha proseguito il sottosegretario – far presente che, a fronte della pur legittima richiesta, da parte della regione Sardegna, di apertura alla commercializzazione dei prodotti suini cotti, esistono numerosi Accordi con Paesi terzi che escludono qualunque provenienza di carni suine di origine sarda ancorché termizzate. Questi protocolli, che hanno richiesto anni di trattative ed un intenso lavoro di mediazione sotto il coordinamento dell’Unione Europea, rivestono un notevole interesse per l’industria di trasformazione italiana che, proprio grazie a tali accordi, ha potuto registrare, negli ultimi tempi, l’incremento delle esportazioni di prodotti tipici italiani. Le barriere veterinarie, determinate dalla presenza in alcune regioni di malattie infettive animali, condizionano fortemente la filiera suina italiana. Alla luce di quanto sopra, in assenza di dati oggettivi che dimostrino il concreto avvio delle attività di eradicazione ed i conseguenti risultati favorevoli, con particolare riferimento alla lotta agli allevamenti illegali di suini (misura che, come più volte evidenziato, rappresenta a livello nazionale ed europeo, il pilastro per fondare le basi di una efficace ed efficiente azione di contrasto alla malattia), appare difficile sostenere, da un punto di vista strettamente sanitario, la sussistenza delle garanzie contenute negli Accordi di cui sopra”.

“In conclusione – ha spiegato – evidenzio che questo Ministero tiene nella massima considerazione le richieste pervenute dalle Autorità della regione Sardegna; al proposito, colgo l’occasione per comunicare che, proprio nella giornata di ieri, il Ministro della salute ha inviato una lettera all’Assessore alla sanità Arru con la quale è stata rappresentata la volontà che, non appena perverranno concrete evidenze del rispetto degli impegni assunti da parte della regione Sardegna, non mancherà il contributo del Ministero della salute per individuare, in condivisione con le Autorità europee, una soluzione per consentire la commercializzazione dei prodotti suini sardi nell’ambito dell’evento EXPO 2015”. 

6 marzo 2015

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