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Vacche “avvelenate”. Antibiotici andrebbero banditi da catena alimentare?

Uno studio conferma i rischi derivati dalla somministrazione di farmaci agli animali da allevamento. E dimostra che gli antibiotici usati per favorire la crescita degli animali abbassano l’attività dei batteri che favoriscono la conservazione nel tempo di alimenti di origine animale, come i salami, e non intaccano i germi che invece possono scatenare malattie infettive.

Lo afferma un’équipe di studiosi delle Università di Copenaghen e di Cork, con una ricerca pubblicata su “mBio”, la rivista della Società Americana di Microbiologia. In laboratorio, gli scienziati hanno “curato” con due comuni antibiotici (oxitetraciclina o eritromicina) dei campioni di carne contaminati con batteri “buoni”, in grado di produrre acido lattico e quindi di favorire la conservazione delle carni, e con dei ceppi patogeni. Risultato: i batteri “buoni” non riuscivano a svilupparsi e a rendere l’alimento salubre, mentre i ceppi capaci di provocare malattie si replicavano senza problemi. «Questo dato conferma quanto i microbiologi europei sostengono da anni e cioè che gli antibiotici vanno banditi dalla catena alimentare», spiega Lorenzo Morelli, preside della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza. E la Ue ha allo studio nuove linee guida più restrittive.

Federico Mereta – L’Espresso – 22 settembre 2012

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