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Vaccinazioni, è boom tra i giovani. Priorità agli sposi, over 60 «in libertà»

Una risposta inattesa e per molti versi sorprendente. Alle 17 di ieri erano infatti 392.442 le prenotazioni arrivate sul portale della Regione per le vaccinazioni degli over 12, con un boom per i nati dal 1995 al 2005 ed una punta di quasi 17 mila prenotazioni per i nati nel 2000. «Significativa», evidenzia il report di Azienda Zero, anche la presenza dei giovanissimi: 1.816 i dodicenni prenotati, ben 5.547 i tredicenni, mentre i quattordicenni sono 6.672 e i quindicenni 8.607.

«I nostri ragazzi fanno parte a pieno titolo della “squadra” che sta lottando contro il Covid ed è riuscita a far approdare il Veneto, prima tra le grandi regioni italiane, in zona bianca – commenta il presidente della Regione Luca Zaia -. Credo che questo risultato dipenda dal fatto che mentre l’anziano collega idealmente il vaccino alla vita, il giovane lo collega alla libertà. Ragazzi e ragazze hanno capito che solo vaccinandosi si può sperare di tornare alla normalità, di ricominciare a vivere come si faceva prima della pandemia. Non dimentichiamoci che sono le giovani generazioni ad aver sofferto di più il lockdown».

Proprio per venire incontro alla richiesta crescente da parte loro, la Regione prevede l’apertura di ulteriori slot per le prenotazioni di qui ai primi giorni di agosto. Ma ci sono ancora dei «grandi anziani» che richiedono la vaccinazione (6 nati nel 1928, 6 nel 1929 e 4 nel 1930) mentre continua «l’inseguimento» degli over 60 che, nonostante i ripetuti appelli, ancora non si sono sottoposti all’iniezione. Per questo ieri Zaia ha annunciato l’avvio, da subito, della vaccinazione libera, ad accesso diretto, senza prenotazione, degli ultimi 184 mila over 60 rimasti scoperti dalla profilassi: «Sarà sufficiente che si presentino in uno qualunque dei nostri 60 centri vaccinali e saranno vaccinati con Johnson & Johnson, che essendo monodose non ha neppure bisogno del richiamo. In alternativa, possono contattare il loro medico di base e concordare con lui l’iniezione in ambulatorio. Ci sono 50 mila dosi dedicate a questa iniziativa, che speriamo di poter estendere la prossima settimana anche alle farmacie».

Zaia ribadisce che in Veneto non si faranno «open day» su base volontaria per i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, che per raccomandazione dell’Aifa andrebbero somministrati preferibilmente agli over 60: «In mancanza di indicazioni contrarie, noi andiamo avanti come fatto finora – dice – non ci assumiamo il rischio di somministrare agli under 60 un vaccino raccomandato dall’agenzia regolatrice del farmaco solo per gli over 60 e non vogliamo costringere i nostri operatori ad assumersi questa responsabilità, con le conseguenze che ne possono derivare».

Capitolo categorie, «forzature» e «salta-file». A ieri erano oltre 9 mila gli operatori turistici certificati e autocertificati e gli addetti ai centri estivi che si erano prenotati sul portale, sfruttando la corsia preferenziale introdotta per favorire l’avvio della stagione turistica estiva. «Abbiamo poi deciso di introdurre una nuova “forzatura” dedicata a chi si deve sposare e a chi deve partecipare alle nozze come invitato – annuncia Zaia – pensiamo, in questo modo, di semplificare la vita a quanti hanno deciso di unirsi in matrimonio ora che sono venute meno le restrizioni per le cerimonie e i banchetti. Si potrà “forzare” la prenotazione, basta poi presentarsi all’hub con le partecipazioni di nozze». Non è previsto lo stesso meccanismo di salto-fila per le altre cerimonie, come battesimi e cresime».

Infine, il primo giorno di zona bianca. Zaia, visibilmente soddisfatto per il traguardo raggiunto, al solito invita alla cautela («Non è la festa della liberazione…») e spiega che la macchina della sanità non allenterà la sua presa: «Continueremo con i tamponi e con il contact tracing, testeremo una volta al mese gli operatori sanitari ed una volta ogni 20 giorni gli ospiti della case di riposo, anche se l’emergenza è passata. Continueremo a tenere sotto controllo le varianti, che non ci fanno stare tranquilli. Quando toglieremo la mascherina? Io credo diventerà un accessorio irrinunciabile, come l’ombrello. Di norma non si usa, ma se siamo in fila alle poste o al supermercato, meglio indossarla».

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