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Valdegamberi: “Siamo senza medici e lo Stato ci impedisce di formarli. Facciamo fuggire all’estero i nostri giovani per poi importarne da fuori Europa?”

“In tempi come quelli che stiamo vivendo, in cui si parla di crisi occupazionale e mancanza di lavoro per i giovani, si è giunti al paradosso che gli ospedali veneti hanno difficoltà a reperire personale medico e vi sono concorsi pubblici, anche a tempo indeterminato, che vanno deserti perché nessuno si presenta. Cito, a titolo di esempio, i seguenti: concorso per Anestesisti: Schiavonia, Legnago, Rovigo; concorso per Pronto Soccorso: Legnago; concorso per Pediatri: Belluno, Feltre, Conegliano, Arzignano”.

Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto) che sottolinea inoltre “come ci siano difficoltà nel bellunese a reperire anche medici di altre specialità. Mancano chirurghi, medici di medicina generale, pediatri. Per quale motivo? Perché i giovani non hanno voglia di ricoprire queste professioni? Assolutamente no. In realtà, perché il Parlamento nazionale, spinto da lobby di pressione di diversa natura, anche legate al business dei concorsi truccati, preferisce importare dall’estero i medici che mancano nel nostro Paese, impedendo così di accedere alla professione medica ai molti giovani italiani che, animati dalla passione, vorrebbero poterla esercitare in Italia. Mi meraviglio che un Governo che si dichiara attento all’occupazione ignori del tutto questo problema, costringendo così i nostri giovani a fuggire all’estero, per poi importare medici anche extracomunitari nelle corsie dei nostri ospedali”.

“Il Consiglio regionale Veneto – ricorda il consigliere – ha approvato a fine luglio una Proposta di Legge Statale, di cui sono firmatario, inviata al Parlamento nazionale, avente quale oggetto: <Abrogazione della Legge 2 agosto 1999, n. 264, ‘Norme in materia di accessi ai corsi universitari’, e successive modificazioni, per eliminare le prove di ammissione ai corsi universitari>”.

“Invece di spendere soldi per lavori ‘socialmente inutili’ – continua Valdegamberi – lo Stato investa piuttosto in strutture e servizi per permettere ai nostri giovani di svolgere nel loro Paese la professione di medico, senza dover fuggire all’estero per poi vedersi sostituire da uno straniero che viene in Italia perché qui non si trovano le professionalità richieste (che le Università non hanno voluto formare)”.

“La cosa è talmente ovvia e lapalissiana – puntualizza il consigliere regionale -che mi meraviglio come mai i Gruppi Parlamentari a Roma, a cui va il mio accorato appello, insieme a quello di tanti giovani della mia Regione, non prendano subito in esame il problema, riducendo o togliendo gli assurdi vincoli del numero chiuso, anche per le specializzazioni. I giovani si appellano alla Politica per chiedere di sbloccare questa assurda barriera d’ingresso (spesso oggetto di corruzione) che sta mettendo in ginocchio le nostre strutture sanitarie, importando professionalità dall’estero, mentre i nostri giovani sono costretti a rimanere disoccupati”.

“È una vergogna – conclude Stefano Valdegamberi – ma è ancor più vergognoso il silenzio e il disinteresse da parte del Governo italiano, complice con i lobbysti dei numeri chiusi, degli Ordini e dei baronati Universitari”.

10 agosto 2017

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