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Veneto. Medici famiglia senza ricette: «Pronti a presentare denunce»

Camici bianchi sul piede di guerra per i ritardi nella stampa. Il sindacato: «Avanti ancora per pochi giorni»

PADOVA — «Ci sono gravi problemi, è innegabile. Nel momento in cui non riusciremo a prescrivere una sola medicina o un accertamento per la mancanza di ricette partiranno gli esposti alla procura e alle prefettura per interruzione di pubblico servizio». E in effetti il rischio di finire le ricette c’è ed è concreto. Lo conferma Domenico Crisarà, vicesegretario regionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia, pronto a ricorrere alle vie legali nel caso il tutto dovesse sfociare in reali disservizi per i pazienti. Il problema è legato al Poligrafico dello Stato dove, per risparmiare qualche soldo, si è deciso di internalizzare il servizio di stampa e di distribuzione delle ricette. Purtroppo la cosa non si è rivelata così facile e sembra che le macchine acquistate nel frattempo si stiano proprio rifiutando di stampare le ricette.

Da qui i ritardi e le difficoltà nel rifornimento. Da qui anche i disagi che regione come il Lazio, la Campania e la Sicilia (dove già da tempo sono finite) stanno sperimentando sulla loro pelle. Il tutto in un periodo pre-vacanziero in cui normalmente il numero delle ricette effettuate aumenta. Si pensi per esempio ai diabetici, gli ipertesi e a tutte quelle persone che soffrono di patologie croniche. Persone per le quali è normale prima di intraprendere un viaggio o una vacanza recarsi dal proprio medico di famiglia per fare «scorta» dei medicinali necessari. «Quanta autonomia abbiamo? Poca – ha poi continuato Crisarà – a me per esempio sono rimasti altri tre ricettari, il che vuol dire trecento ricette e solitamente un centinaio vengono fatte in un normale giorno di ambulatorio». Da Roma (si trova lì infatti il Poligrafico) garantiscono che il disguido si risolverà a breve ma per molti medici di famiglia padovani ci sono ricette sufficienti ad altri tre-quattro giorni di ambulatorio al massimo. Il rischio è ora che i disagi si accavallino e si protraggano per diverso tempo. Gli ordinativi dei ricettari vengono fatti dalle varie Regioni quindi si rischia una sovrapposizione di ordini sempre più difficili da evadere da parte del Poligrafico. «Si rischia infine che i ricettari vengano stampati con il contagocce – ha poi concluso Crisarà – e che quindi i medici siano costretti a continui viavai all’Usl per ritirare pochi ricettari alla volta. Insomma un bel caos».

L’Arena – 10 luglio 2012

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