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Veneto orientale. Ospedale unico, il sì della Regione: pronta a modificare le schede ospedaliere

Ospedale unico, la Regione è pronta a modificare le schede regionali con la previsione di un unica struttura sanitaria per il Veneto Orientale. Una svolta epocale, come l’ha definita ieri il direttore generale dell’Asl 10, Carlo Bramezza, in occasione dell’audizione sulle schede in Regione con le associazioni e i vari soggetti coinvolti a livello territoriale.

A Venezia, sono arrivati anche gli amministratori dei Comuni principali, quindi San Donà, Portogruaro, Jesolo e il presidente della Conferenza dei sindaci per la sanità, il sindaco di Teglio Veneto, Andrea Tamai tra i più forti sostenitori del progetto di ospedale unico. Il presidente della V commissione regionale, Leonardo Padrin, ha recepito il documento presentato dal presidente Tamai sull’ospedale unico, che ha avuto a suo tempo l’unanimità dei sindaci del territorio. «Si tratta di un momento importantissimo», ha commentato Bramezza, «perchè la modifica delle schede è propedeutica all’ospedale unico del Veneto Orientale e la modifica stessa è un segnale davvero concreto della volontà e della possibilità di reperire le risorse per farlo in sei anni». Si chiamerebbe “Ospedale del Sole”, un nome che piace molto a Bramezza, per richiamare la vicinanza con il litorale e le vacanze. Jesolo manterrebbe in ogni caso una struttura di emergenza e riabilitazione, mentre anche la casa di cura Rizzola resterebbe a San Donà come struttura sanitaria che avrà con tutta probabilità funzioni di lungodegenza, mantenendo comunque alcune sue funzioni visto che oggi ha una forte mobilità in ingresso e vi arrivano molti pazienti dal Friuli, per visite specialistiche e interventi. Bramezza ha massima fiducia da parte del presidente della Regioen Zaia che lo ha nominato. Un direttore generale cresciuto sotto l’ala dell’ ex ministro Bernini, difficilmente identificabile politicamente, ma gradito a Lega e Pdl. Ora i sindaci dovranno accordarsi sul posto in cui realizzarlo e questo sembra l’aspetto più critico. Il presidente della conferenza dei sindaci per la sanità Tamai ha annunciato che verrà istituita una commissione tecnica per decidere entro settembre al massimo. Ormai non c’è più tempo da perdere perché le scadenza sono molto strette se bisogna intervenire sulla modifica delle schede. San Donà si fa avanti, dopo che già lo ha fatto Portogruaro con il sindaco Antonio Bertoncello. «Siamo la città più grande», ha detto il vice sindaco, Oliviero Leo, ieri anche lui a Venezia in commissione, «riteniamo che la nuova struttura per il Veneto Orientale debba sorgere in questo territorio, inteso come Sandonatese. Avrebbe un senso farlo a San Donà, per la vicinanza con il litorale e per le dimensioni del territorio». Il problema è che Bertoncello ha puntato i piedi, a Portogruaro, e non cederà facilmente conoscendo anche il suo carattere e l’investitura ricevuta dai cittadini che non vogliono perdere quest’occasione.

La Nuova Venezia – 27 luglio 2013 

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