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Veneto. Parte “mappatura” dei bisogni di salute del territorio

L’iniziativa nasce da un accordo con la Johns Hopkins University e partirà in via sperimentale nelle Ulss 20 di Verona e 16 di Padova.

Verrà censita la distribuzione delle patologie per migliorare la salute dei cittadini calibrando interventi e risorse commisurate ai reali bisogni della popolazione.

Il Veneto è la prima Regione d’Italia che si doterà di una minuziosa mappatura dei bisogni di salute espressi dal territorio. Lo farà realizzando un progetto, denominato ACG (Adjusted Clinical Groups), approntato dall’Università Johns Hopkins di Baltimora (Usa) che, in via sperimentale, partirà a brevissimo nelle Ulss 20 di Verona e 16 di Padova. Il relativo accordo è stato siglato lo scorso venerdì a Venezia nella sede della Giunta regionale.

Il sistema ACG, utilizzando tutti i flussi di dati già esistenti all’interno delle Ulss censirà la distribuzione delle patologie nel territorio con l’obiettivo primario di migliorare la salute dei cittadini calibrando interventi e risorse commisurate ai reali bisogni della popolazione. Si tratta di un sistema di mappatura del territorio che riconosce la maggiore o minore concentrazione di malattie nei diversi luoghi geografici. E, come nelle mappe ci sono zone sicure e zone calde perchè più rischiose, così ogni gruppo di assistiti, misurato nella sua esperienza totale di malattie, singole o multiple, potrà essere meglio rappresentato e meglio assistito dal servizio sanitario, perchè meglio conosciuto nei suoi bisogni di salute o rischi di malattia. Il sistema ACG, inoltre, una volta identificati e mappati i gruppi di soggetti con bisogni assistenziali più complessi, offre anche l’opportunità di inserire questi soggetti in programmi professionali di “case management” come il “Guided Care”, che a valle di un adeguato percorso formativo, propone modelli assistenziali innovativi per il territorio che vedono protagonisti ed integrati il Medico di Medicina Generale, l’ infermiere territoriale che fa base nell’ambulatorio del medico e la famiglia dell’assistito.

“Il progetto – ha detto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto – vuole guardare al futuro della sanità e per questo si rivolge principalmente al territorio, luogo privilegiato di cura rispetto all’ospedale come indicato anche dal nuovo Piano Socio-Sanitario 2012-2016 incorso di approvazione da parte del Consiglio Regionale”. “Su indicazione precisa anche del Piano – ha aggiunto – metteremo a punto un sistema di rilevazione epidemiologica delle malattie delle persone, non utilizzando l’ospedale come epicentro del sistema ma partendo dalla popolazione che sperimenta ormai la maggior parte dei propri percorsi di cura fuori dall’ospedale”.

L’esperienza della Scuola di Sanità pubblica della Johns Hopkins, ed in particolare quella dell’equipe di ACG è maturata in più di 35 anni di attività con medici, infermieri e sistemi sanitari di tutto il mondo. Questo sistema è utilizzato in 18 Paesi del mondo e da numerosi Paesi europei tra cui la Svezia,la Spagna e la Germania. Parte dal principio base che sono le malattie e la loro distribuzione a costituire i determinanti principali dei bisogni della popolazione, bisogni che è molto utile monitorare alla stessa stregua e con la stessa attenzione con cui si monitorano , ad esempio , i tempi di attesa.

Quotidianosanita.it – 16 aprile 2012

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