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Veneto. Rubati in stalla i passaporti di 64 tori. I carabinieri: «Preoccupante. Senz’altro un furto su commissione»

Entrano negli uffici dell’allevamento di tori e rubano 64 passaporti bovini. Furto anomalo, e sicuramente su commissione, quello messo a segno nel pomeriggio di mercoledì ai danni della Società Agricola Della Rocca, di via Montello. Si tratta di una azienda agricola con sede a Moriago, dove gestisce un grande allevamento di tori dell’ordine di un migliaio di capi, e una filiale a Maserada sul Piave.

Dagli uffici non sono spariti contanti, documenti o computer ma solo i passaporti bovini, cioè i certificati individuali che vengono assegnati ad ogni animale registrato in allevamento, e che contengono tutti i suoi dati anagrafici e sanitari, comprese le vaccinazioni e i trattamenti a cui viene sottoposto. Si tratta di documenti fondamentali per la gestione degli animali, indispensabili per la commercializzazione delle bestie e la loro macellazione.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Vittorio Veneto ai quali si è rivolta l’azienda denunciando il furto, i ladri hanno approfittato dell’assenza di titolare e personale durante la pausa pranzo e hanno forzato una porta degli uffici. Una volta dentro l’azienda, sono andati a colpo sicuro prelevando i 64 passaporti. E null’altro. Segno evidente che il loro obiettivo era proprio questo. Un colpo che, ipotizzano gli inquirenti, è stato probabilmente commissionato da qualcuno che ha necessità di piazzare animali provento di furto o provenienti dall’estero e sprovvisti di documentazione. «Non ci era mai capitato un furto di questo tipo di documenti – spiega il capitano Giancarlo Carraro -, e non possiamo non sospettare di aver a che fare con un’organizzazione che commette abigeato, il furto di bestiame. Chi ruba animali, soprattutto in grande quantità o li importa dall’estero violando le normative, ha poi bisogno di immetterli in modo regolare sul mercato».

Uno scenario preoccupante, perché con quei documenti potrebbero finire alla macellazione e quindi al consumatore, animali non certificati da un punto di vista sanitario. Per questo l’allerta degli inquirenti è alta e si sta lavorando per cercare di identificare rapidamente i responsabili e recuperare i passaporti bovini.

M.Cit – Corriere del Veneto – 28 

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