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Veneto. Spunta ticket di tre euro per farsi leggere referti

Oltre ai 10 euro sulle visite specialistiche. Treviso, bufera sul tetto di 5 minuti per spiegare l’esito degli esami Sanità, spunta un nuovo ticket La delibera: altri 3 euro per farsi leggere i referti. Coro di proteste

TREVISO — Non bastavano i ticket da io euro sulle visite specialistiche. La Regione, con delibera entrata in vigore lo scorso i ottobre, ha stabilito un secondo nuovo ticket di 3 euro per farsi leggere i referti. Scattano le proteste, sia dei sindacati che dell’opposizione. Bufera anche sul tetto di 5 minuti per farsi leggere gli esami all’Usi 7, nel Trevigiano. A PAGINA 5 Cltter Sanità Nel tariffario si scopre un nuovo balzello in vigore in tutta la regione già dall’1 ottobre Spunta un ticket di tre euro per farsi leggere i referti Coro di proteste, Cgil e Idv furiosi: pazienti spremuti I tempi contingentati Proteste anche contro l’Usl 7 per i cinque minuti di visita massima «E’ un esperimento, siamo pronti a rivedere la circolare»

TREVISO – La polemica scatenata dai medici contro la decisione dell’azienda sanitaria Usl 7 di Pieve di Soligo, nel Trevigiano, di stabilire un tempo di cinque minuti per le visite di visione referti, travolge anche la Regione che, se da par suo non ha stabilito nessuna tempisti-ca, ha però istituito dal i. ottobre un nuovo costo a carico dell’utente: 3 euro che i pazienti di tutte le Usl venete dovranno pagare per far visionare agli specialisti i propri esami. Il coro di lamentele è diventato una vera e propria sinfonia e mette nel mirino, insieme ai vertici dell’Usi 7, anche la Regione e l’assessore alla sanità Luca Coletto, che avevano strenuamente (e vanamente) tentato di resistere all’introduzione del ticket di io euro sulle visite specialistiche. Ora ne spunta un altro: «Questo ticket, ma chiamiamolo con il suo vero nome, e cioè una tassa di 3 euro, non sta né in cielo né in term, visto che queste visite sono complementari ed integrative della prima» commenta Carla Pellegatta, segretaria della Cgil Veneto. Per il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Antonino Pipitone, di professione medico, è una gabella da ritirare il prima possibile: «L’ammalato è un limone da spremere. E uno scandalo inaudito, una cosa folle far pagare 3 euro per far vedere i referti ordinati nella prima visita significa introdurre una gabella medievale. Una decisione intollerabile e inspiegabile, che va subito ritirata». Destinatari delle proteste non sono solo Coletto e il nuovo ticket, ma anche quei cinque minuti che, dal i ottobre, i medici dell’Usi 7 devono riservare alla visione referti dei propri pazienti. Anche se l’azienda sanitaria fa sapere che: «Lo specialista ha la facoltà di scegliere che tipo di visita prescrivere in seconda battuta al paziente in base al quadro clinico e che comunque l’azienda si riserva di rivedere la direttiva se l’esito della prima fase sperimentale mostrasse la necessità di prolungare la durata delle visite per visione esami». Di fatto questo modello organizzativo non piace proprio a nessuno, tantomeno ai medici, già sul piede di guerra: «Un modello organizzativo inaccettabile – spiega Salvatore Calabrese, presidente regionale Anao Assomed -, pericoloso per i pazienti e che svilisce il lavoro dei medici». Critici anche i pazienti: «Un’iniziativa da bocciare prima che provochi un nefasto contagio in altre realtà – chiosa Giuseppe Ciucciù coordinatore regionale dei Tribunali del Malato -. Un modello fallimentare che allontana il medico dal paziente in modo pericoloso». Contrario ai cinque minuti lo stesso Pipitone dell’Idv: «Il malato è diventato un numero, esami, terapie, interventi e cure particolari trascurabili, i medici degli ingranaggi di un macchinario dove l’unica cosa che conta è il bilancio costi/ricavi. Peccato che i provvedimenti per ridurre gli sprechi, quelli veri, restino nei cassetti ben nascosti. Il diktat dell’Usi 7 va cancellato subito». Sulla stessa linea la Cgil trevigiana, che ha chiesto un incontro all’azienda pievigina per chiedere il ritiro della disposizione: «E’ un metodo inopportuno che lede la dignità e il diritto alla salute del paziente e oltre che il lavoro dei medici. Il sistema sanitario deve, oggi più che mai, dare risposte al malato e al cittadino sotto l’aspetto medico-professionale ma anche umano» precisa il segretario provinciale Paolino Barbiero. «Ci attiveremo – gli fa eco Ottaviano Bellotto, coordinatore di Conegliano e Vittorio Veneto – insieme a Cisl e Uil nel difendere le garanzie fondamentali alla salute e chiederemo un incontro. Sollecitiamo intanto primari e dipendenti dell’Usi a opporsi a questo modello inopportuno».

Corriere del Veneto di mercoledì 12 ottobre 2011

 

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