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Venezia. Hummus e falafel, la cucina kosher sbarca al Ghetto. Aperto il primo ristorante della comunità ebraica. In programma aperitivi a tema e serate musicali

Da ieri a Venezia è arrivato il primo ristorante ufficiale della comunità ebraica. «Ghimel Garden», scrive l’insegna che dà sul campo del Ghetto Nuovo. Ghimel in ebraico è la terza lettera dell’alfabeto, ma è anche la «G» di Ghetto e la «G» di gondola. Ed è con lo spirito di riunire cucina veneziana e quella eseguita nel rispetto delle regole alimentari ebraiche che Sylvie Menasche e il pasticcere e ristoratore Bruno Santi hanno aperto il locale nel contesto della casa di riposo ebraica.

Si possono trovare piatti a base di pesce, vegetariani, vegani come l’hummus, la concia di melanzane, i falafel, il babaganoush, il cuscuccù, lo strudel di noci, le impade e le bisse, dolci tipici della Pasqua ebraica.

Santi è un ristoratore da sempre, fino allo scorso anno la famiglia aveva il ristorante Santi e Marchini a Mestre, mentre Bruno ha la pasticceria all’interno dell’ospedale all’Angelo. Il locale ha 100-120 coperti, la domenica alle 12.30 offre il brunch e per i prossimi mesi sono in programma la nascita di un aperitivo kosher e delle serate musicali dove saranno invitati chef ebraici da altri paesi. La comunità ebraica vorrebbe aprire le porte del ristorante anche durante lo Shabbat.

All’inaugurazione è stata invitata la famiglia di Noale protagonista qualche giorno fa di una disavventura al vicino ristorante ebraico Gam Gam dove la figlia di 8 mesi non ha potuto mangiare la pappa portata da casa perché non conforme alle regole kosher. Per il papà Antonello Scarpa l’incidente è già stato chiarito e ha accettato l’invito ieri della comunità ebraica all’inaugurazione del nuovo locale. Il rabbino Scialom Bahbout dal canto suo ha voluto precisare che «nel kasherut (le regole ebraiche sul cibo, ndr.) non c’è nessun problema che non possa essere risolto». È stata rinnovata anche la kosher house «Il giardino dei melograni»: ogni stanza è personalizzata con una pianta biblica disegnata dall’artista americana Sally Spector.

Elisa Lorenzini – Il Corriere del Veneto – 25 giugno 2015 

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