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Venezia. Lastra gelata in Laguna. Strage di pesce nelle valli

Ghiaccia nella notte la «fascia di gronda» della Laguna e non accadeva da 20 anni. Si tratta di quella parte di Laguna che bagna la Terraferma. L’ultimo precedente risale al 1992.

E il fenomeno allora riguardava perlopiù Chioggia. Le temperature sotto lo zero di queste ore lasciano il segno più sulle acque che sulla terra, anche se il freddo è destinato ad aumentare. Complice il vento gelido di bora. A ghiacciare è la superficie delle acque a salinità più bassa che sono quindi le più sensibili al fenomeno e le più lontane dalle bocche di porto. E’ interessata la zona Nord della Laguna, le aree più periferiche, dove il ricambio delle acque avviene attraverso le bocche del Lido e di Malamocco. Ghiacciano anche le acque davanti il parco di San Giuliano, il ponte della Libertà e il tratto che bagna Marghera. Disagi per la navigabilità, ma il medio mare rimane sotto il limite di acqua alta. Danneggiate le valli da pesca. Allarme nelle 33 valli da pesca della Laguna Nord, gravemente danneggiate dal gelo. La coincidenza tra il forte vento di bora, che soffiava a 40 chilometri orari, e il freddo polare di queste ore non ha consentito il recupero del pesce nelle «pescherie di sverno». Una coincidenza anomala, il vento di bora, che ha colpito soprattutto le valli del comune di Venezia: quindi Gassabò, Valle Dogà e Valle Perini. «Ma il ghiaccio ha prevalso pure negli altri comuni, coinvolgendo tutte le altre 30 valli», racconta Marco Favaro, responsabile dell’Osservatorio sulla Laguna del Comune. Il pesce muore e i pescatori in queste ore lo svendono a poco. Branzini e altro pesce pregiato svenduto a pochi euro. Il forte vento di bora ha rimescolato le acque di superficie e il ghiaccio non ha creato un tappo termico che garantisce anche 5 gradi al pesce sistemato nelle pescherie di sverno a 3 o 4 metri di profondità.

Dalla Protezione civile di Venezia fanno sapere che le previsioni comunicate dall’Arpav escludono che scatti di nuovo il piano neve, come è accaduto mercoledì scorso. Anche se il freddo rimane polare e «le temperature sono destinate a irrigidirsi». Nei giorni scorsi, Pellestrina è stata la zona in cui la neve si è accumulata per qualche centimetro in più. Mercoledì scorso sono entrate in funzione 10 macchine per lo spargimento di sale in Terraferma e gli operatori che rimangono pronti per lo spargimento di sale in centro storico. Scuole. «Nessun allarme per le scuole del centro storico e della Terraferma che rimarranno aperte normalmente».

Lo assicura Andrea Ferrazzi, assessore alle politiche Educative. «Anche se l’attenzione è alta e vigiliamo», aggiunge. Intanto è scattata «l’emergenza inverno» per i circa 60 senza tetto del veneziano. «La stazione di Mestre rimarrà aperta nella fascia notturna fino al 12 febbraio per riparare dal freddo i senza dimora», fanno sapere dagli uffici delle Politiche sociali. Ne usufruiscono già 15 persone. Altri 25 posti letto sono messi a disposizione dall’associazione Caracol nel centro sociale Rivolta di Marghera, che assicura anche cibo e bevande calde. Meno garantiti i cerca 20 senza tetto del centro storico. Tanti ne hanno contati i volontari e gli operatori del Comune che fanno il giro notturno della città. «Si riparano in giacigli di fortuna». La stazione di Santa Lucia rimane chiusa nella fascia notturna, a causa dei lavori di ristrutturazione interna. Intanto ieri in prefettura vertice fra enti e forze di pronto intervento sulle misure per fronteggiare l’emergenza maltempo. Sull’autostrada verso Trieste spargisale pronti ad entrare in azione

La Nuova Venezia – 5 febbraio 2012

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