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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Venezia. «E’ romeno? Niente trapianto di cuore». Bufera sull’ospedale
    Notizie ed Approfondimenti

    Venezia. «E’ romeno? Niente trapianto di cuore». Bufera sull’ospedale

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche23 Agosto 2012Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Il trapianto di cuore? Che se lo faccia fare in Romania. E così il cardiochirurgo ha scritto nero su bianco in cartella clinica che dava il nulla osta per il trasferimento da Mestre alla Romania “per continuare le cure” ed eventualmente “mettersi in lista per il trapianto.

    ” Peccato che il romeno – un marittimo imbarcato su una nave di un armatore italiano – fosse tenuto in vita dalla macchina della circolazione extracorporea dal momento che aveva avuto un infarto devastante che poteva essere risolto solo con un trapianto di cuore.

    Impensabile un trasferimento in ambulanza fino in Romania, ancora più impensabile chiedere un aereo all’Aeronautica militare per risolvere un caso che può tranquillamente essere risolto in Italia – hanno pensato all’ospedale di Mestre. Tant’è che, dopo l’invito del cardiochirurgo padovano a fare del romeno in pericolo di vita un pacco per rispedirlo in patria, ecco che il paziente è stato trasferito a Udine, dove c’è un altro ospedale autorizzato ai trapianti di cuore e ieri l’altro il romeno è stato felicemente trapiantato dall’equipe del prof. Ugolino Livi e fra poco potrà tornare in Romania, ma con le sue gambe.

    La vicenda ha creato un vero e proprio incidente diplomatico tra l’Ulss 12 veneziana e l’Azienda ospedaliera di Padova, perchè il cardiochirurgo chiamato a Mestre per decidere sul trapianto alla domanda schietta e irritata del collega di Mestre: «Perchè non lo operate voi?», avrebbe risposto testualmente che, “stando alle indicazioni del Nord Italia Transplant, i cuori degli italiani vanno dati di preferenza agli italiani.” Vera o meno che sia questa versione, che peraltro ha fatto il giro dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, fatto sta che un medico, chiamato a prendere in carico un paziente per il trapianto, invece di stabilire con i medici di Mestre tempi e modi del trasferimento a Padova, ha scritto nero su bianco nella sua consulenza che il romeno poteva tornarsene in Romania.

    La Direzione medica dell’ospedale dell’Angelo ha scritto una lettera a dir poco indignata alla Direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera di Padova, ma prima ancora di protestare ha pensato che era il caso di risolvere subito il problema sanitario perchè il marittimo romeno era in pericolo di vita. E così è partita una telefonata alla volta di Udine. Dal reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, è partito subito un medico che ha visitato il paziente, ha concordato che bisognava fare il trapianto e l’ha trasferito a Udine dove il 21 agosto è stato effettuato – con successo – l’intervento chirurgico.

    Le differenze tra i due reparti di Cardiochirurgia di Padova e Udine saltano agli occhi. Da Padova – il 12 era domenica di Ferragosto – per muoversi hanno voluto una e-mail ufficiale e dunque il cardiochirurgo di turno a Mestre ha dovuto prendere la macchina e andare in ospedale solo per fare la mail. Da Udine invece lo specialista si è mosso dopo una semplice telefonata. Non basta. Quando dall’ospedale dell’Angelo di Mestre sono partite le prime telefonate di protesta, per tutta risposta la direzione medica dell’Azienda padovana ha chiesto il pagamento della trasferta del cardiochirurgo da Padova a Mestre.

    Infine, la disponibilità. Mestre e Udine si sono preoccupati prima del paziente e poi delle carte. Che poi, a dirla tutta, il marittimo romeno, G.N. 53 anni, a tutti gli effetti va considerato un cittadino europeo con il diritto di avvalersi del servizio sanitario nazionale dal momento che la sua società armatoriale, la compagnia Elbana Navigazione Spa di Piombino lo ha assunto regolarmente e regolarmente ha pagato tutto il dovuto perchè il marittimo abbia assistenza negli ospedali italiani, così come previsto per legge. Alla fine tutto è andato per il verso giusto e il romeno è stato salvato grazie ad un cuore, forse italiano, forse di qualche straniero coinvolto in uno dei mille incidenti stradali che avvengono dalle nostre parti.

    Gazzettino – 23 agosto 2012

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