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Venezia. Ponte difettoso, a Calatrava ingiunzione della Corte dei conti da 3,8 milioni

Archistar citato in giudizio, la Corte dei conti presenta il contro a Santiago Calatrava. E per giunta salato: 3,8 milioni di euro di danni erariali per «macroscopici errori di progettazione».

Per il ponte della Costituzione non c’è pace tra progetti sbagliati e sistemati in corso d’opera, tempi e costi di realizzazione lievitati e obbligo di monitoraggio costante contro il rischio che le oscillazioni della navata producano danni alle fondazioni. I più superstiziosi parlano addirittura di maledizione per il quarto ponte sul Canal Grande che, per quanto apprezzato da turisti e pendolari (ogni giorno ci passano 27 mila persone), ha più problemi di un manufatto cinquecentesco. Così, nell’ambito delle indagini avviate a febbraio dalla procura generale della Corte dei conti, è stato iscritto il nome dell’architetto-ingegnere spagnolo, tra l’altro non nuovo a polemiche per i costi che lievitano nei suoi progetti (a Valencia gli contestano i 100 milioni di euro ricevuti per la Città delle scienze e delle arti). Per ben due volte, la Corte ha tentato di notificare, invano, la citazione in giudizio all’archistar, ora però i giudici ci sono riusciti e a novembre dovrà presentarsi in aula.

Il ponte, inaugurato nel settembre 2008, sarebbe dovuto costare poco più di 6,7 milioni di euro ma alla fine l’amministrazione lagunare ne ha spesi 11,3, senza contare che l’ovovia per i portatori di disabilità ancora oggi è ferma al palo. Il procuratore Carmine Scarano nella sua citazione in giudizio, qualche mese fa, ha sottolineato: «La realizzazione del ponte ha comportato un oggettivo e sconsiderato aumento degli oneri preventivati e comporterà in futuro un costante e spropositato esborso economico da parte del Comune perché affetto da patologia cronica». Sempre a febbraio Scarano ha iscritto tra i responsabili del danno erariale anche gli ex direttori della direzione comunale Lavori pubblici, Roberto Scibilia e Salvatore Vento, e Roberto Casarin, ex dirigente regionale. A suffragare le tesi della Corte due perizie, una del professore Giancarlo Roccatagliata e la seconda commissionata dal Comune al professor Massimo Majowiecki.

Corriere del Veneto – 22 agosto 2013 

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