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Venezia. Vandali nel parco della Bissuola prendono a calci e bastonate un cigno nero nell’oasi

di Simone Bianchi Preso a calci e forse a bastonate, solo per aver cercato di difendere gli altri animali presenti nella piccola oasi del parco Albanese della Bissuola. Con ogni probabilità è andata così al povero Giulio, il “decano” dei cigni neri dell’oasi, ritrovato in pessime condizioni sabato mattina dai volontari che curano gli uccelli e le strutture del piccolo spazio naturale del parco.

Ignoti si sono introdotti venerdì notte nel recinto, hanno reciso il lucchetto del cancello e poi non si sa bene come sia finita. Forse hanno tentato di rubare delle anatre per mangiarsele, come già era accaduto in passato. «Ma un censimento delle anatre non è mai stato fatto, quindi non siamo in grado di sapere se sono riusciti a catturarne qualcuna», dice Lorenzo Novello, volontario dell’associazione Isola di Costanziaca, che segue la manutenzione delle strutture. Poco distante, nel canneto, con il collo storto, zoppo e con evidenti segni di maltrattamento, ieri c’era Giulio. Il cigno riusciva a malapena a raggiungere l’acqua del laghetto, sempre seguito dalla sua compagna, controllato a distanza dai due figli ormai adulti. Una storia tristissima. «Sicuramente è stato picchiato, perché lui ha sempre avuto un ruolo di capo dentro l’oasi», aggiunge il signor Novello. «Spesso lo si vedeva avanzare per primo per difendere gli altri, perché i cigni sono molto territoriali. E così deve aver fatto la notte tra venerdì e sabato, avendo però la peggio di fronte a degli uomini». I volontari ieri si sono mobilitati, hanno chiamato il 113, la Polizia municipale, quella Provinciale e la Lipu alla ricerca di un aiuto e di un veterinario che potesse visitare la povera bestiola. Alla fine il Comune è riuscito a contattare l’Asl 12 e il suo servizio veterinario, perché poi c’è anche il problema legato a come classificare questi uccelli, se selvatici o domestici, trovandosi nella piccola oasi. «Da oltre dieci anni seguiamo questi animali e Giulio sarà qui da almeno dieci anni», aggiunge il volontario mestrino. «Ora bisogna cercare di farlo curare e poi si deve migliorare la difesa di questo spazio, con un lucchetto più grande e qualcosa che impedisca alla gente di scavalcare». Tanti, troppi gli episodi di vandalismo che hanno coinvolto la piccola oasi in questi anni. «Ne hanno fatte di tutti i colori», racconta un signore che ogni giorno porta insalata e pane a cigni e anatre. «Addirittura lo scorso anno sono stati annegati pavoni e sgozzate anatre, poi lasciate in giro per il parco». «Certa gente dovrebbe essere punita in maniera esemplare», gli fa eco un altro cittadino che da lontano osserva il povero Giulio, atterrito nel canneto. «Non c’è il minimo rispetto per questi animali».

L’appello della Lipu «Segnalate i maltrattamenti»

L’ennesimo maltrattamento verso gli uccelli presenti nella piccola oasi del parco della Bissuola ha fatto preoccupare anche la sezione veneziana della Lipu. «Siamo molto preoccupati per quello che continua ad accadere», afferma il responsabile, Gianpaolo Pamio. «Questi episodi devono cessare e noi siamo pronti a dare tutto il nostro aiuto. Ricordiamo a tutti i cittadini che la Lega italiana per la protezione degli uccelli è presente sul territorio veneziano, gestisce le oasi di Gaggio e Ca’ Roman, e ha un nucleo di guardie venatorie molto attivo. Esortiamo tutti i cittadini a chiamarci o contattarci per segnalare qualsiasi episodio di maltrattamento degli animali, come avvenuto in questo caso . Il filo spinato non serve per evitare che qualcuno entri ancora nella piccola oasi del parco, lo abbiamo visto anche a Gaggio: hanno usato una tavola di legno e sono penetrati nell’area protetta senza problemi. Si possono utilizzare altri espedienti e siamo ben felici di poter dare un consiglio se ci verrà richiesto. Quest’area del parco mestrino ha una valenza eccezionale, specie per i bambini, che così possono vedere da vicino cigni, pavoni, anatre».

La Nuova Venezia – 18 febbraio 2014 

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