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Verona. La pet therapy diventa materia da Università. Un corso specializzato in collaborazione con l’Ulss 20 per ottimizzare gli interventi assistiti con gli animali

Elisa Innocenti, dall’Arena. Disabili, ragazzi con problemi, anziani e malati, sono tante le persone che nei momenti di sofferenza possono trovare conforto nell’accarezzare il pelo morbido di un cagnolino, o nel salire a dorso di un docile asinello e da anni sono dimostrati i benefici della Pet therapy. Ora l’Università di Verona aggiunge un nuovo tassello, attivando un corso di perfezionamento in Interventi assistiti con animali, ovvero Pet therapy.

Il corso, che partirà a febbraio e durerà fino a giugno, è promosso dal Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia, in collaborazione con l’Associazione WeAnimal e l’Ulss 20. Sarà un percorso formativo congruo alle linee guida in materia di «Interventi assistiti con gli animali» e rivolto alla formazione di figure professionali specializzate.

 Potranno partecipare medici, psicologi e psicoterapeuti, educatori, terapisti, laureati in Scienze motorie e insegnanti, per ricevere la qualifica di «Responsabile di pro getto e referente di intervento». I medici veterinari riceveranno invece la qualifica di «Veterinario esperto in interventi assistiti con animali». Il corso di svolgerà nelle aule del Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia e in sedi esterne che ospitano le attività con gli ammali. «Corsi sulla Pet therapy esistono già», spiega Fabrizio Cestaro, direttore dell’area Sanità animale, Servizio veterinario, dell’Ulss 20, «ma ora si stanno identificando parametri all’interno delle linee guida del Ministero. Si sta andando verso una struttura normativa e organizzativa più definita».

Il corso comprenderà sia lezioni teoriche che laboratori pratici di attività svolti con gli animali, soprattutto cani, ma anche cavalli e asini. I partecipanti apprenderanno gli elementi utili a progettare un intervento assistito con gli animali, saranno dotati degli strumenti necessari per gestire un corretto approccio alla seduta di intervento e acquisiranno le competenze necessarie per un attento monitoraggio delle attività e per la valutazione dei risultati che questo tipo di co-terapia può offrire nei diversi ambiti di intervento. «Già oggi sperimentiamo la Pet therapy con successo in diverse situazioni. Ci sono buoni risultati se applicata nell’autismo», prosegue Cestaro, «l’ippoterapia e l’onoterapia, cioè con gli asini, sono utilizzate nella riabilitazione e in alcune forme di disabilità. Stiamo sperimentando la presenza di animali, soprattutto cani, nelle case di riposo per migliorare la qualità della vita degli assistiti e i primi risultati dimostrano che aiutano a combattere il decadimento cognitivo».

Anche nei reparti di oncologia la presenza di un cagnolino è utile, per diminuire l’ansia prima di una seduta di chemioterapia. «I benefici sono assodati, questo corso va nella direzione di dare una migliore strutturazione». Le iscrizioni sono aperte fino al 15 dicembre e possono essere fatte dal sito www.univr.it, sezione «formazione post laurea». Per informazioni :segreteria.master@ateneo.univr.it.

14 dicembre 2015 

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